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Roberto Mancini, morte di un altro servitore dello Stato

di Movimento Agende Rosse – 2 maggio 2014

Un altro servitore dello stato è morto. Roberto Mancini ha dato la sua vita per combattere le ecomafie. Una lunga malattia, contratta respirando i veleni dei rifiuti tossici delle discariche che ispezionava, lo ha ucciso ieri.
Nei primi anni ’90 inizia a lavorare sul traffico illecito di rifiuti in Campania. Nel 1996, dieci anni prima dell’uscita del libro “Gomorra” di Roberto Saviano, consegna un’informativa alla Procura di Napoli che verrà presa in considerazione soltanto nel 2011. Le carte consegnate da Mancini svelavano nel dettaglio attraverso intercettazioni, pedinamenti, dichiarazioni di pentiti, i nomi delle aziende del Nord coinvolte nel traffico: come l’Indesit e la Q8. Descrivevano i rapporti tra camorra, massoneria e politica. Anticipavano quel sistema che ha portato al biocidio della Terra dei fuochi” scrive Repubblica.it ieri.
Dopo aver lottato contro le mafie e la malattia, Roberto ha dovuto combattere contro uno stato che non considera giusto risarcirgli i danni.

Per la Camera dei deputati, Mancini nel periodo in cui ha lavorato per la Commissione è stato pagato dalla Polizia. Quindi, la Camera, avendo ricevuto il suo servizio a titolo gratuito, si deresponsabilizza da ogni forma di risarcimento. Il commento di Mancini, quando era in attesa di un trapianto che avrebbe potuto salvarlo, fu: “La lotta continua, ma questa volta contro lo Stato che non mi ha messo in condizioni di tutelare la mia salute. Il rischio professionale di un poliziotto può essere una pistolettata e non certo un tumore”. 

La moglie di Roberto in questa intervista dice, emozionata, che suo marito sarebbe tornato a fare quello che ha fatto sapendo di rischiare la morte, non per le istituzioni, ma per la gente.


Alla famiglia di Roberto Mancini va il nostro cordoglio e tutta la nostra solidarietà. Roberto come Paolo Borsellino ha dato la sua vita per uno stato che non è riuscito a proteggerlo.
Ci uniamo all’appello della famiglia affinché sia riconosciuto loro almeno un giusto risarcimento e vi invitiamo a firmare la petizione su change.org
Domani a Roma alle 11.30 ci saranno i funerali nella basilica di San Lorenzo.
Saremo presenti con le nostre Agende Rosse nel cuore.

Movimento Agende Rosse

 

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