“Partigiano”. Deriva dal latino “pars, partis”, che significa “parte”, e dal suffisso “-igiano”, che indica appartenenza.
Appartenenza. Una parola su cui riflettere. Cosa ci fa sentire di appartenere ad una comunità, ad una nazione, ad un gruppo? E perché è tanto importante far sì che tutti sentano di appartenere?
Quando avevo 13 anni e vivevo in Canada gli amministratori della mia città, Hamilton, decisero che era necessario costruire un grande raccordo che doveva fungere da collegamento delle varie parti della città all’autostrada. Il problema era che, per realizzare l’opera, dovevano distruggere una parte imponente di un parco, custode di un grande bosco. L’impatto ambientale era notevole. Si formò un comitato cittadino. L’obiettivo era quello di impedire la costruzione del raccordo e salvare “King’s Forest”. Si mobilitò anche la comunità indigena delle Sei Nazioni. Insieme perseguirono azioni legali e sit-in h24 per bloccare l’inizio dei lavori. Insieme a mio padre partecipai alle proteste, trascorrendo sul posto di blocco anche alcune notti. Una sera, insieme a molti altri, eravamo seduti in cerchio, all’aperto, sulla radura, intorno ad un fuoco, appena fuori dal bosco. L’aria era frizzante. Le sagome scure degli alberi nascosti dalla penombra emergevano in tutto il loro antico e maestoso splendore come fossero dipinte sullo sfondo del cielo notturno puntellato di stelle. C’era chi mangiava un boccone, chi beveva un caffè o un thè caldo e, chi fumava una sigaretta in ammirazione dello spettacolo che la Natura aveva messo in scena intorno a noi. Accompagnati dal fruscio delle foglie e dal rumore della cascata che dimorava nella Foresta ad un tratto, un capo tribù disse una cosa che non ho mai dimenticato. Disse:
“In ogni casa il tavolo dove ci sediamo come famiglia per mangiare, per discutere, per ridere e per piangere dovrebbe essere rotondo. E tutti dovrebbero sedersi allo stesso tavolo. Perché in ogni famiglia, come in ogni comunità tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. In una vera famiglia nessuno è più importante dell’altro e nessuno è meno importante dell’altro. Tutto dovrebbe essere equo e giusto. Tutto dovrebbe svolgersi con amore, specialmente quando capita di essere in disaccordo. Il tavolo rotondo è un esercizio di vera Democrazia.”
Democrazia. Mi fa pensare ad un sistema, che nel corso di decenni, è diventato contorto, che si è involuto piuttosto che evoluto. Alimentato dall’ingordigia e dalla necessità di sentirsi potenti. Tale sistema e un numero sempre più crescente di genti al suo interno sono diventate moralmente insolventi. Vengono consumate dal potere e dall’autorità. Cambiano, diventano esseri irriconoscibili, spettri affamati in grado di pervadere ogni cosa buona.
Mi perdonerete la piccola parentesi sulla Democrazia. Comunque, in quel momento ho sentito di appartenere non solo ad una comunità che stava lottando per una giusta causa. Ho sentito di appartenere ad una famiglia. Perché quando si lotta, non basta essere alleati. Occorre essere amici. E la parola amicizia implica rispetto, fiducia, amore, e tante altre cose ancora che ci rendono realmente, in modo autentico e vero, umani.
Quella notte, insieme alla comunità, alla famiglia delle Sei Nazioni, abbiamo ricordato e rievocato antiche leggende. Abbiamo reso omaggio a tutti coloro che avevano partecipato e contribuito alla lotta per la Libertà e per la Giustizia che il Popolo Indigeno delle Americhe combatte da quando l’uomo bianco è approdato su quelle Terre.
Non abbiamo vinto quella battaglia. Il raccordo fu ultimato nel 2007. Ma abbiamo costruito una famiglia, una famiglia che resiste ancora oggi, che lotta ancora oggi. Una famiglia che riesce a sedersi in cerchio, intorno a quel fuoco, in quella Foresta, anche se non c’è più.
Per me, quelli furono gli anni in cui fui vittima di una forma di bullismo molto violenta, psicologicamente e fisicamente. Insieme ai miei genitori ed a mio fratello andavamo molto spesso a far visita, nella riserva, ai nostri più grandi Amici. Perché lì, sentivamo di appartenere. E quel senso di appartenenza mi diede la forza ed il coraggio per superare non solo il bullismo ma, la vita.
Questa riflessione è dedicata a Mimmo Marzaioli, agli attivisti del Movimento Delle Agende Rosse, ai Partigiani della Costituzione che non ci sono più. Ma anche a chi, ancora oggi, lotta, con amore e onestà, intorno ad un tavolo rotondo.
di Christina Pacella

Comments are closed.