ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
– sezione di Caltanissetta –
Caltanissetta, 21 settembre 2010
Il 25 settembre del 1988 il giudice Antonino Saetta veniva ucciso insieme a suo figlio Stefano.
Il 21 settembre del 1990 veniva assassinato il giudice Rosario Livatino.
I magistrati di Caltanissetta li ricordano con immutata commozione, li considerano preziosi maestri ai quali quotidianamente ispirarsi nello svolgimento del proprio lavoro, li propongono alla società civile come esempi di senso dello Stato.
I magistrati nisseni percorrono gli stessi corridoi e lavorano nelle stesse aule dove Saetta trattò importanti processi a carico di esponenti della criminalità organizzata, quale Presidente di sezione della Corte di Appello di Caltanissetta prima di essere trasferito con lo stesso incarico a Palermo; e dove Livatino, giovane magistrato, svolse il suo tirocinio prima di assumere le funzioni di pubblico ministero ad Agrigento. Sapere di lavorare negli stessi luoghi dove amministrò giustizia un giudice di grande esperienza e rigore come Saetta e dove mosse i primi passi l’oramai immortale “giudice ragazzino”, costituisce per i magistrati di oggi un efficace stimolo e una grande responsabilità.
Di questi uomini che seguirono lo stesso cammino professionale e che sulla stessa strada poi sacrificarono la loro vita per lo Stato e la loro terra, rimane l’eredità di un patrimonio di valori che con umile operosità bisogna reinterpretare ogni giorno anche a distanza di oltre vent’anni; perché della loro fermezza, della loro grande capacità di lavoro, della loro assoluta insensibilità alle pressioni e alle blandizie del potere c’è ancora tanto tanto bisogno.
Il 21 settembre del 1990 veniva assassinato il giudice Rosario Livatino.
I magistrati di Caltanissetta li ricordano con immutata commozione, li considerano preziosi maestri ai quali quotidianamente ispirarsi nello svolgimento del proprio lavoro, li propongono alla società civile come esempi di senso dello Stato.
I magistrati nisseni percorrono gli stessi corridoi e lavorano nelle stesse aule dove Saetta trattò importanti processi a carico di esponenti della criminalità organizzata, quale Presidente di sezione della Corte di Appello di Caltanissetta prima di essere trasferito con lo stesso incarico a Palermo; e dove Livatino, giovane magistrato, svolse il suo tirocinio prima di assumere le funzioni di pubblico ministero ad Agrigento. Sapere di lavorare negli stessi luoghi dove amministrò giustizia un giudice di grande esperienza e rigore come Saetta e dove mosse i primi passi l’oramai immortale “giudice ragazzino”, costituisce per i magistrati di oggi un efficace stimolo e una grande responsabilità.
Di questi uomini che seguirono lo stesso cammino professionale e che sulla stessa strada poi sacrificarono la loro vita per lo Stato e la loro terra, rimane l’eredità di un patrimonio di valori che con umile operosità bisogna reinterpretare ogni giorno anche a distanza di oltre vent’anni; perché della loro fermezza, della loro grande capacità di lavoro, della loro assoluta insensibilità alle pressioni e alle blandizie del potere c’è ancora tanto tanto bisogno.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELL’ANM DI CALTANISSETTA
Dott. Giovanbattista Tona
Dott. Giovanbattista Tona

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