Illustrissimo Signor Sindaco di Firenze
Comune di Firenze
Firenze
Può il sindaco di una città martoriata, senza giustizia completa rispetto alla strage terroristica di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, andare nella casa privata del Presidente del Consiglio a chiedere aiuto per la città di Firenze?
Noi crediamo di no, perché l’attuale Presidente del Consiglio è stato indagato per strage e seppure tutto sia stato archiviato nel 1998, la verità su quel massacro non la conosciamo ancora.
Forse a Lei, Signor Sindaco di Firenze, sarebbe servito di più venire la mattina dello scorso 26 Maggio in Regione Toscana per l’incontro sulla libertà di informazione e l’indipendenza della magistratura.
Forse a Lei, Signor Sindaco di Firenze, sarebbe servito di più venire la sera dello scorso 26 Maggio in Piazza della Signoria per ascoltare il Requiem di Verdi insieme a noi, e poi per ascoltare i nostri interventi e quelli del Procuratore Grasso che vertevano sulla ricerca della verità per la strage di via dei Georgofili.
Allo stesso modo, sarebbe stato molto importante se Lei, Signor Sindaco di Firenze, fosse venuto in Tribunale il giorno della prima udienza del processo Tagliavia, il mafioso che secondo il collaboratore Spatuzza ha gestito l’esplosivo di via dei Georgofili.
Ecco: tutto questo sarebbe servito.
Non andare tutti i giorni – “se necessario” come da Lei asserito, ad Arcore per la città di Firenze.
La città di Firenze, insieme a tutti noi, da 17 anni aspetta verità completa sulla più ignobile strage che mente d’uomo ricordi. La Magistratura va supportata nella ricerca di verità per quei 250 chili di tritolo.
Questo sarebbe stato importante.
Non rilasciare ai microfoni e ai taccuini messaggi che appaiono perlomeno infelici, giustificando che erano le ultime ore per Firenze, come ha fatto Lei Signor Sindaco. Quasi fosse una questione di vita o di morte per la città e per i fiorentini. Questione di vita o di morte, come fu davvero in Via dei Georgofili.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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