Nonostante L’Unità si ostini a titolare che la trattativa non riguardava il 41bis, l’audizione di Pietro Grasso presso la Commissione Antimafia, come leggiamo nella stampa di oggi e anche nel corpo dell’articolo di Claudia Fusani, conferma l’esistenza della Trattativa e ben altro. E, come scrive il Corriere della sera, il procuratore antimafia ribadisce quanto più volte detto da Antonio Ingroia: “Per avere verità servono pentiti nei Palazzi”.Già: il silenzio fragoroso dei protagonisti e, soprattutto, lo scrive Saverio Lodato, di quel Nicola Mancino responsabile del putiferio scatenato dalle sue intemerate telefonate al Colle. “Parli!” lo invita Lodato: Nicola Mancino se ne sta zitto mentre l’opinione pubblica è abilmente condotta a concentrarsi sul presunto attacco al Colle e non sulla minaccia di “chiamare in causa altre persone” fatta da Mancino a Loris D’Ambrosio, perchè lo riferisse a Napolitano.
Mancino gode di una solidarietà bipartisan testimoniata dalla soddisfazione con cui è stata accolta la sua nomina alla vicepresidenza del Csm nell’agosto 2006. Possiamo rileggere l’articolo de L’Unità del 2 agosto di quell’anno (qui sotto come allegato) e ci rendiamo conto del sostegno su cui può contare da destra e soprattutto da sinistra.
Ma c’è di più. Lo scrive nel suo editoriale Marco Travaglio. C’è un passaggio nel carteggio D’Ambrosio-Napolitano su cui nessuno si era soffermato. Lo fa Travaglio: D’Ambrosio riferisce al Presidente di certe sue “ipotesi” sulle quali avrebbe voluto addirittura poter tornare ad indagare. “Lei sa” scrive D’Ambrosio. “Lei” è ovviamente Giorgio Napolitano. Dunque il Presidente è a conoscenza di “dettagli, nomi e cognomi”? Perchè non ne ha riferito alla Procura?
Già. Perchè, Presidente? “Ci dica”…

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