SENZA TRACCIA
Ieri si è svolta a Palermo la seconda udienza preliminare del processo sulla Trattativa Stato-mafia. Nella rassegna stampa di ieri ne troviamo traccia solo nei siti web delle agenzie di stampa o in alcuni siti interessati all’argomento. Nulla sui quotidiani nazionali a grande o media tiratura. Per tacere dei Tg, che, appunto, hanno taciuto. Niente nemmeno oggi, se non nelle “brevi in cronaca”, che resocontano della richiesta di costituzione di parte civile della Regione Sicilia.
Si tratta del più importante processo della recente storia italiana. E’ la prima volta che uomini delle istituzioni sono imputati insieme ai boss della mafia. Si sta realizzando a rovescio la profezia di Sciascia: lo Stato processa se stesso. E’ troppo, la gente non deve sapere, non se ne deve parlare, non se ne scrive. E’ solo un’udienza preliminare, si dirà, sì, però per processi di minore importanza storica e politica si mobilitano carta stampata e reti televisive. Vero che la stampa non è ammessa in Aula (ed è grave), ma qualcosa se ne può far sapere, si dovrebbe tener viva l’attenzione. Si dovrebbe vigilare e informare.
Eh già, mancano le occasioni per i “pezzi di colore” a metà tra il gossip e la cronaca mondana. Non ci sono testimoni esotiche, nè quei particolari piccanti che fan la gioia di croniste e cronisti. Ma c’è la faccia terrea, di bronzo, del cittadino Mancino Nicola. Solo quella meriterebbe un editoriale.
Mancino non è un oscuro ragioniere di Bresso e la Trattativa, di cui molti sanno, ma han le bocche cucite, ha condizionato la vita democratica di questo paese e probabilmente ancora la condiziona.
E’ un buco nero, ma bisogna scavare, fino a trovare la luce. E’ un dovere morale e professionale. Il silenzio dell’informazione su questo processo è complicità.
Oggi leggo almeno Loris Mazzetti sul Fatto Quotidiano: siamo d’accordo : Tutte quelle notizie scomparse dalla Tv
Si tratta del più importante processo della recente storia italiana. E’ la prima volta che uomini delle istituzioni sono imputati insieme ai boss della mafia. Si sta realizzando a rovescio la profezia di Sciascia: lo Stato processa se stesso. E’ troppo, la gente non deve sapere, non se ne deve parlare, non se ne scrive. E’ solo un’udienza preliminare, si dirà, sì, però per processi di minore importanza storica e politica si mobilitano carta stampata e reti televisive. Vero che la stampa non è ammessa in Aula (ed è grave), ma qualcosa se ne può far sapere, si dovrebbe tener viva l’attenzione. Si dovrebbe vigilare e informare.
Eh già, mancano le occasioni per i “pezzi di colore” a metà tra il gossip e la cronaca mondana. Non ci sono testimoni esotiche, nè quei particolari piccanti che fan la gioia di croniste e cronisti. Ma c’è la faccia terrea, di bronzo, del cittadino Mancino Nicola. Solo quella meriterebbe un editoriale.
Mancino non è un oscuro ragioniere di Bresso e la Trattativa, di cui molti sanno, ma han le bocche cucite, ha condizionato la vita democratica di questo paese e probabilmente ancora la condiziona.
E’ un buco nero, ma bisogna scavare, fino a trovare la luce. E’ un dovere morale e professionale. Il silenzio dell’informazione su questo processo è complicità.
Oggi leggo almeno Loris Mazzetti sul Fatto Quotidiano: siamo d’accordo : Tutte quelle notizie scomparse dalla Tv
Vanna Lora
Rassegna stampa 21 novembre 2012

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