Napolitano, parlando alla scuola per magistrati, si rivolge alla Consulta
Il carteggio D’Ambrosio-Napolitano non riveste alcuna importanza in tema di diritto, non entrerà mai in alcun manuale per studenti di giurisprudenza. E allora perché leggerne in pubblico alcuni passaggi, all’inaugurazione di una scuola per magistrati?
La lettura è stata ripresa com’era prevedibile da tutti gli organi d’informazione.
Il Presidente aveva accanto il ministro Severino, il vicepresidente del Csm Vietti (i cui interventi potete leggere nella rassegna di oggi) e il presidente della scuola, il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. Uno di quei costituzionalisti subito accorsi a sostegno del Presidente della repubblica, senza se e senza ma, in occasione della sollevazione del conflitto di attribuzione con la Procura di Palermo. Non c’erano e non c’era ragione perché fossero presenti, ovviamente, né Zagrebelsky, né Franco Cordero, gli “eretici”, i liberi pensatori che hanno osato dissentire dalla linea quirinalizia, criticando l’opportunità di quel ricorso. Valerio Onida è, invece, con altri costituzionalisti, uno dei “sostenitori” dell’iniziativa di Napolitano. Di più: in un suo articolo uscito sul Corriere della sera del 19 agosto, muove rilievi alle indagini palermitane attaccando l’inchiesta con l’effetto, forse al di là delle ntenzioni, di screditarla. Hony soit qui mal y pense. E’ un’osservazione incidentale.
Sta di fatto che nonostante la reiterata dichiarazione del Presidente Napolitano di volere la verità sulle stragi, attaccare la Procura di Palermo (“e solo quella”), a voce alta, in pubblico, in un’occasione che nulla c’entra con il processo che si aprirà il 29 ottobre a Palermo non può non suonare come un monito (un altro?) al giudice che dovrà presiedere quella udienza e ai giudici della Corte Costituzionale che dovranno esprimersi sul conflitto di attribuzione.
Napolitano ha dato una chiara ed inequivocabile interpretazione politica della questione, ha parlato di attacco, da parte di giornalisti e di magistrati. Delineando un immaginario scenario di guerra, dove Lui è il bersaglio.
Come volete che si sentano coloro che dovranno decidere chi ha ragione e chi ha torto tra Lui e la Procura di Palermo?

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