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Raccolta differenziata

In questi giorni assistiamo ad uno strano fenomeno di riapparizione delle notizie. Data la frequenza di questi strani avvistamenti di notizie riciclate o addirittura false, ho pensato di fare un breve riassunto delle apparizioni nelle ultime settimane per cercare di capire cosa sta succedendo.

La notizia riciclata più clamorosa è quella ripresa da tutti i giornali sulla scia di alcune agenzie di stampa il 27 ottobre 2010 che riguarda l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa del Generale Mario Mori. Questa informazione era già nota ai più attenti perché il 5 giugno 2010 avevano dato la notizia (allora sì che era una notizia) il giornalista de “L’Unità” Nicola Biondo e i giornalisti de “Il Fatto Quotidiano” Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.

Quattro mesi fa, quando nessun giornale riprese l’anticipazione dei tre giornalisti, Biondo titolava il suo articolo: “Il Generale Mori e Cosa Nostra: l’accusa è di concorso esterno”, e scriveva: “Concorso esterno in associazione mafiosa. E’ questo il reato per il quale la Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati il generale Mario Mori, già capo del Ros dei Carabinieri e del Sisde. È un nuovo capitolo dell’inchiesta sulla “trattativa” e sul “patto” stretto da uomini delle istituzioni con Bernardo Provenzano, il capo dell’ala “moderata” di Cosa Nostra. Secondo l’ipotesi accusatoria dei Pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, sarebbero stati parte di questa trattativa i colloqui che nel 1992, dopo la strage di Capaci, Mori e Giuseppe De Donno, il suo più fidato ufficiale, ebbero con l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino.”

Lo Bianco e Rizza su “Il Fatto Quotidiano” annunciavano: “Ora Mori è indagato”, precisando: “La Procura di Palermo rilegge il ruolo dei vertici del Ros nell’ambito della trattativa tra mafia e Stato. E iscrive il nome del generale Mario Mori nel registro degli indagati per concorso in associazione mafiosa. La nuova impennata delle indagini nasce dall’analisi sincronica di una serie di episodi che vedono l’ex capo del Ros al centro di ambigue vicende legate alla cattura dei grandi latitanti corleonesi.” … “Ora i pm Paolo Guido e Nino Di Matteo, coordinati dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, mettendo insieme tre episodi importanti della carriera di Mori che costituiscono altrettanti punti oscuri della lotta a Cosa Nostra, hanno definito i contorni dell’accusa: concorso in associazione mafiosa.”

Stessa storia per quanto riguarda l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa di Massimo Ciancimino.

Mentre in questi casi basterebbe come si suol dire “ridare a Cesare quel che è di Cesare”, altra gravità ha, invece, la diffusione di notizie false che non fanno altro che confondere i lettori. La notizia in questione è datata 28 ottobre 2010 e concerne il riconoscimento fatto dal pentito Gaspare Spatuzza di un uomo dei servizi segreti, Lorenzo Narracci, tra gli uomini presenti nel garage mentre veniva imbottita di tritolo la Fiat 126 che esplose in via D’Amelio il 19 luglio 1992, uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti di scorta.

La Procura di Caltanissetta ha fatto sapere che la notizia di cui sopra è falsa, come ha confermato anche l’avvocato di Narracci, Michele Laforgia: “Spatuzza non ha mai identificato il dottor Narracci come l’uomo, estraneo a Cosa Nostra, presente nel garage in cui fu predisposta l’autobomba per via D’Amelio. Spatuzza ha precisato di non essere in grado di riconoscere la persona avvistata “per pochi attimi” nell’autorimessa, limitandosi a confermare che il dottor Narracci corrisponde alla persona già individuata in foto come “somigliante” con quella persona”.

Ci tengo a dire che il pezzo di oggi non vuole essere una lezione a nessuno, anche perché non ne ho l’autorità e soprattutto la preparazione, ma soltanto una lamentela di una lettrice che vorrebbe poter leggere un giornale (che prima di pubblicare una notizia cerchi dei riscontri oggettivi) con la tranquillità di non dover separare le notizie false da quelle vere, quelle già date da quelle non date, come si fa con l’organico, la carta e la plastica per la raccolta differenziata.

Martina Di Gianfelice

 

 

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