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“L’atteggiamento di Saverio Romano sul 41 Bis andava chiarito”

Il 28 marzo scorso abbiamo espresso le nostre perplessità sulla nomina del Ministro Saverio Romano. Oggi la bagarre in atto all’interno del Parlamento, ci dice che forse avevamo ragione. Il “41 bis” nel 2002 al momento di renderlo definivo, aveva incontrato il no deciso dell’attuale Ministro dell’Agricoltura e il punto andava chiarito bene , molto bene  prima di una nomina tanto importante, visto che le motivazioni di una scelta così grave verso il “41 bis” definitivo da parte del Ministro stesso,  continuavano a rimanere ai nostri occhi, non certo comprensibili né tanto meno giustificabili. Del resto noi come potremmo essere criticati davanti alle nostre perplessità sull’annullamento del carcere duro  visto che per l’annullamento del “41 bis” ai mafiosi come Riina e altri capi mafia, avevamo visto morire i nostri figli? Ripetiamo andava chiarito tutto molto bene su quell’episodio del 2002 relativo al “41 bis” definitivo per i mafiosi  rei di strage  e alla posizione del Sen. Saverio Romano, prima di tutto proprio per lui stesso ci mancherebbe altro  e poi anche per noi che per il “41 bis” ai mafiosi rei di strage ormai ne abbiamo fatto una battaglia di vita. Del resto tutto ciò che stà accadendo  intorno al “41 bis” in questi ultimi tempi  ci inquieta non poco,  come per esempio:

1)      incontri istituzionali sul tema alla Galleria Alberto Sordi;
2)       mafiosi del calibro di Provenzano e Antonino Santapaola che fanno chiedere per loro conto a gran voce, addirittura arresti domiciliari , con la scusante delle gravi malattie che avrebbero riportate durante la detenzione ;
3)       recensioni di libri autorevoli  sul “41 bis” e articoli di testate nazionali che paiono un sonetto  che recita così: il “41 bis” contro la mafia non serve a nulla, ci vuole ben altro.

E noi ribattiamo  in merito,  sarà anche così , ma per conto dell’annullamento del “41 bis” la mafia ha fatto stragi terroristiche ed eversive, meglio sarebbe non scordarlo da parte di nessuno.

Insomma tutto fa apparire ai nostri occhi e attenti orecchi,  che la difesa d’ufficio per arrivare all’annullamento  del “41 bis” sia una delle cose più importanti in questo momento nel nostro Paese , anche se portata avanti con grande discrezione e quasi con sotterfugio. Oseremo dire  con una manovra oscura per i più. Quindi sorge spontanea la domanda: se la mafia non si vedrà abolito il “41 bis” da qui a breve,  cosa succederà?

Ci piacerebbe tanto capirlo anche per individuare da quale parte stanno gli stragisti che hanno operato con la mafia il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze  e potendo evitare che il delitto si reiteri.

 
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

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