Solo venti ore fa, Tonino Russo, vicesegretario del Pd siciliano, all’uscita dei primi exit poll: “Non parleri di disfatta”. Ha ragione. Disfatta non c’è stata; è andata molto peggio, dovrebbe parlare di annullamento totale.
Sarebbe troppo facile giudicare, e non si preoccupino i leader, ci sarà tempo anche per quello.
Adesso voglio parlare di un pò di numeri. Sterili, non interpretabili. Partendo da una richiesta che mezza Sicilia aveva fatto al Pd con lettere, appelli, petizioni: “candidate alla presidenza della Regione Rita Borsellino, stavolta possiamo farcela”.
Motivati da cosa? Rita Borsellino, sostenuta dalla società civile e snobbata in allegria dai partiti, lasciata da sola a condurre la campagna elettorale, nel 2006 aveva totalizzato il 41,6% dei consensi. Cuffaro il 53,1.
Nel 2001 lo stesso Cuffaro aveva preso il 59% dei voti; il suo sfidante Orlando, un uomo di tutto rispetto, il 37. Questo è un dato. Anzi due.
Aprile 2008: Anna Finocchiaro, sostenuta attivamente dai partiti della coalizione, totalizza il 30,4%, Lombardo il 65,3%. Questo è l’altro dato. Anzi gli altri due.
Commentare? No, se lo aspettano tutti. C’è tempo.
Altri numeri: Rita Borsellino (in queste elezioni) ha preso dappertutto più voti di Anna Finocchiaro, tranne a Modica, città natale della candidata. A Catania, sempre città di Anna, Lombardo ha preso il 72,3%.
Commentiamo? No! Sonia Alfano, lottatrice, voto 8. Non è andata bene, ma lavorando in queste condizioni, praticamente solo con il web, senza “appoggi” esterni, il 2,4% è un mezzo miracolo. Un segnale che non si può ignorare e dai cui dobbiamo ripartire.
Da giornalista avrei tante domande da fare a quei dirigenti di partito che non hanno ascoltato, che hanno deciso, che hanno imposto senza mediazione.
Assieme alle risposte vorrei, come siciliano e non come cronista, che ammettessero di aver fatto una cazzata enorme e catastrofica, vorrei che ci dessero spiegazioni sui numeri, sui sondaggi e sulla percezione che li ha portati ad imporre il nome di Anna Finocchiaro senza “se” e senza “ma”.
Una donna per bene, per carità ma che i siciliani non conoscevano e non volevano, che addirittura parte del centrosinistra non voleva.
Vorrei sapere cosa ne pensano del progetto di Cracolici & C. di far fuori la Borsellino ad ogni costo, pur di beccarsi il doppiaggio più il 5% da Lombardo.
Vorrei sapere perchè quel 41,6% di Rita e del suo popolo, e quel 30,4% di Anna e del suo partito.
Qualcuno deve rispondere a queste domande, i dirigenti del Pd hanno il dovere di dare spiegazioni su quel 11% perso per strada.
Dovrebbero dimettersi, ammettere che le loro scelte sono state pura follia, e lasciare spazio ad altra gente, ad altri giovani.
Francantonio Genovese, Tonino Russo, degli Ufo che giocavano alla Fantapolitica. Spero che le forze sane del Pd, i giovani della Generazione Democratica comincino a pretendere, dopo essere stati compagni d’avventura leali ai leader, in cui hanno, credo sinceramente, sperato.
Ciò che non si può commentare è il 65,3% di Lombardo. Lasciando stare l’ottimo lavoro del Pd per questo risultato, è incomprensibile un simile dato.
La maggior parte dei siciliani ha scelto continuità, nel puro stile “made in Sicily” che dobbiamo almeno ammettere: niente fatica, meglio favori, niente diritti, più semplici le concessioni.
Vergognarmi di essere siciliano? No, è chi ha scelto Lombardo che deve farsi un’esame di coscienza. Io stavo con Sonia, e abbiamo perso. Ma chi sosteneva Lombardo ha vinto? O ha vinto quella criminalità organizzata, Cosa Nostra, che farà fortuna con le infrastrutture, con il ponte.
Che c’entra la mafia? Fidatevi voi degli appalti che darà Lombardo, uno che intascava tangenti.
Certo, assieme ad Andò, amico di Anna.
Sarebbe troppo facile giudicare, e non si preoccupino i leader, ci sarà tempo anche per quello.
Adesso voglio parlare di un pò di numeri. Sterili, non interpretabili. Partendo da una richiesta che mezza Sicilia aveva fatto al Pd con lettere, appelli, petizioni: “candidate alla presidenza della Regione Rita Borsellino, stavolta possiamo farcela”.
Motivati da cosa? Rita Borsellino, sostenuta dalla società civile e snobbata in allegria dai partiti, lasciata da sola a condurre la campagna elettorale, nel 2006 aveva totalizzato il 41,6% dei consensi. Cuffaro il 53,1.
Nel 2001 lo stesso Cuffaro aveva preso il 59% dei voti; il suo sfidante Orlando, un uomo di tutto rispetto, il 37. Questo è un dato. Anzi due.
Aprile 2008: Anna Finocchiaro, sostenuta attivamente dai partiti della coalizione, totalizza il 30,4%, Lombardo il 65,3%. Questo è l’altro dato. Anzi gli altri due.
Commentare? No, se lo aspettano tutti. C’è tempo.
Altri numeri: Rita Borsellino (in queste elezioni) ha preso dappertutto più voti di Anna Finocchiaro, tranne a Modica, città natale della candidata. A Catania, sempre città di Anna, Lombardo ha preso il 72,3%.
Commentiamo? No! Sonia Alfano, lottatrice, voto 8. Non è andata bene, ma lavorando in queste condizioni, praticamente solo con il web, senza “appoggi” esterni, il 2,4% è un mezzo miracolo. Un segnale che non si può ignorare e dai cui dobbiamo ripartire.
Da giornalista avrei tante domande da fare a quei dirigenti di partito che non hanno ascoltato, che hanno deciso, che hanno imposto senza mediazione.
Assieme alle risposte vorrei, come siciliano e non come cronista, che ammettessero di aver fatto una cazzata enorme e catastrofica, vorrei che ci dessero spiegazioni sui numeri, sui sondaggi e sulla percezione che li ha portati ad imporre il nome di Anna Finocchiaro senza “se” e senza “ma”.
Una donna per bene, per carità ma che i siciliani non conoscevano e non volevano, che addirittura parte del centrosinistra non voleva.
Vorrei sapere cosa ne pensano del progetto di Cracolici & C. di far fuori la Borsellino ad ogni costo, pur di beccarsi il doppiaggio più il 5% da Lombardo.
Vorrei sapere perchè quel 41,6% di Rita e del suo popolo, e quel 30,4% di Anna e del suo partito.
Qualcuno deve rispondere a queste domande, i dirigenti del Pd hanno il dovere di dare spiegazioni su quel 11% perso per strada.
Dovrebbero dimettersi, ammettere che le loro scelte sono state pura follia, e lasciare spazio ad altra gente, ad altri giovani.
Francantonio Genovese, Tonino Russo, degli Ufo che giocavano alla Fantapolitica. Spero che le forze sane del Pd, i giovani della Generazione Democratica comincino a pretendere, dopo essere stati compagni d’avventura leali ai leader, in cui hanno, credo sinceramente, sperato.
Ciò che non si può commentare è il 65,3% di Lombardo. Lasciando stare l’ottimo lavoro del Pd per questo risultato, è incomprensibile un simile dato.
La maggior parte dei siciliani ha scelto continuità, nel puro stile “made in Sicily” che dobbiamo almeno ammettere: niente fatica, meglio favori, niente diritti, più semplici le concessioni.
Vergognarmi di essere siciliano? No, è chi ha scelto Lombardo che deve farsi un’esame di coscienza. Io stavo con Sonia, e abbiamo perso. Ma chi sosteneva Lombardo ha vinto? O ha vinto quella criminalità organizzata, Cosa Nostra, che farà fortuna con le infrastrutture, con il ponte.
Che c’entra la mafia? Fidatevi voi degli appalti che darà Lombardo, uno che intascava tangenti.
Certo, assieme ad Andò, amico di Anna.

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