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Presidente Napolitano…perchè?

AA. VV. – 13 dicembre 2013

 

Sig. Presidente Napolitano,

sono mesi ormai, che noi cittadini – tipici “Signori Nessuno”- assistiamo sconvolti alle minacce che Totò Riina rivolge, dal carcere dove è detenuto al 41bis, al sostituto Procuratore della Repubblica di Palermo, Antonino Di Matteo.

Minacce di morte estremamente terrificanti proprio perché lanciate dal capo di Cosa Nostra.

Al contempo, però, non possiamo non notare che dalle istituzioni di questo Paese non si solleva una voce di solidarietà nei confronti dei magistrati antimafia di Palermo e di Caltanissetta. Perché?

Questi sono i magistrati più a rischio perché impegnati in una lotta senza quartiere contro l’organizzazione mafiosa che, oltre ad aver realizzato materialmente le stragi nel biennio ’92-’93, ha certamente ” trattato” con lo Stato, proprio attraverso quelle stragi, per ottenere una contropartita favorevole alla mafia.

L’ultima minaccia di Riina, tra l’altro,  ha indotto i responsabili della sicurezza del Dott. Di Matteo, a “consigliare” lo stesso magistrato di non presenziare (a Milano) all’interrogatorio del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, perché risultava impossibile garantirne l’incolumità!

Lo Stato, quindi, ha dimostrato di non essere nelle condizioni di garantire (o non voler garantire?) questa trasferta, al giudice Di Matteo, in modo tale da consentire il pieno e regolare svolgimento del processo sulla “Trattativa Stato-mafia”. Le pare possibile?

Si ha come l’impressione che sia in atto una vergognosa volontà di delegittimare ed isolare il giudice Antonino Di Matteo e tutto il pool di Palermo come anche quello di Caltanissetta. Insomma, una storia già vissuta nel 1992, e posta in essere nei confronti di altri due giudici coraggiosi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Infine -ma non ultimo- sul Dott. Di Matteo, presso il CSM, pende, ormai da un anno circa, un provvedimento disciplinare mai chiuso ma prontamente aperto, dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura, dopo la pubblicazione di un’intervista in cui il magistrato confermava ciò che il periodico “Panorama” aveva pubblicato pochi giorni prima. Anche questo fatto, Le sembra normale?

Lei è il Presidente di quell’assemblea: non crede di dover garantire la massima serenità a questo giudice, chiedendo la risoluzione di questo provvedimento disciplinare?

Il Suo fattivo interessamento, in questo senso, sortirebbe una serie di effetti benefici, per il Paese e, quindi, per tutti noi “Signori Nessuno”: sarebbe un autorevole incoraggiamento al lavoro dei giudici antimafia; impedirebbe l’isolamento del Dott. Di Matteo e di tutto il pool; contribuirebbe a corroborare ulteriormente la ricerca di Verità e Giustizia relativamente alle stragi ed alla Trattativa di quegli anni tragici e permetterebbe agli italiani di poter sentire quel “fresco profumo di Libertà” di cui parlava il giudice Paolo Borsellino.

Vede, Signor Presidente, come già precedentemente sottolineato io sono un perfetto “Signor Nessuno”, come tanti ve ne sono in questo Paese ma, per fortuna o purtroppo, a noi il Paese non chiede di dimostrare di essere qualcosa di più.

Da Lei, invece, il Paese lo pretende!                                                                                                                               

A meno che non vi sia qualcosa d’indicibile che Le impedisca di esserlo.

 

Primi firmatari:

Claudio Marchina, Carmen Duca, Castolo Giannini, Ferdinando Domè, Bianca Porcellana, Mariagrazia Robattino, Fabio Duca, Rita Rossi, Luca Podda, Fabio Grosso, Gaetano Catalano, Alessio Galati, Michele Spallone, Elisa Marchina, Silvana Lagable, Boggione Evelina, Giancipoli Domenica, Giulia Marchina, Dario Domè, Emanuel Atzori, Alessandra Tosco, Matilde Viola, Massimo Rossi…

FIRME IN CONTINUO AGGIORNAMENTO. Potete vedere l’elenco delle firme e aggiungere la vostra al seguente link:
https://www.facebook.com/notes/claudio-stocondimatteo-marchina/presidente-napolitanoperch%C3%A8/10151892441528883
 

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