Il 9 giugno 2010 a Monterubbiano (FM) presso l’Auditorium San Francesco alle ore 21.00 verrà presentato il libro Il Patto, da Ciancimino a Dell’Utri scritto da Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci per Chiarelettere. Attraverso la storia inedita di Luigi Ilardo, uomo di Cosa Nostra, confidente dell’ex colonnello del Ros Michele Riccio i due giornalisti raccontano e disvelano il rapporto scellerato tra mafia e potere.
La cosiddetta trattativa che si snoda a cavallo del biennio stragista ’92, ‘93, la mancata perquisizione del covo in cui si nascondeva Totò Riina e il fallito blitz che avrebbe condotto alla cattura di Bernardo Provenzano già nel 1995, proprio grazie ad Ilardo. Casualità? Sottovalutazioni? Complicità? Coperture? Quanto questi misteri hanno inciso sulla storia più recente del nostro Paese?
Nella prefazione del testo a cura di Marco Travaglio si legge: ”Ad un certo punto del loro racconto, Nicola Biondo e Sigrifido Ranucci buttano lì una frase che è la chiave del libro: ‘Sarà un caso, ma dal 1994 in Italia non si è più verificata una strage’. Perché?
Nicola Biondo, intervistato dal capo redattore di ANTIMAFIADuemila Anna Petrozzi e dal giornalista di ”Corriere News” Andrea Braconi, cercherà di rispondere a queste domande cruciali.
Marco Cappella
UFFICIO STAMPA ANTIMAFIADuemila
Via Molino I° 1824 Sant’Elpidio a Mare
Fermo – 63019
IL LIBRO
IL PATTO – Dalle stragi del 1992 a oggi. L’accordo segreto tra Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato di Nicola Biondo, Sigfrido Ranucci
Editore : Chiarelettere
Pagine : 300
Prezzo : € 16,00
ISBN :
“Molti attentati addebitati a Cosa Nostra non sono stati commessi da noi ma dallo Stato. Voi lo sapete benissimo.”Luigi Ilardo,l’infiltrato. Le sue rivelazioni sono alla base del processo in corso a Palermo a carico dell’ex capo del Sisde e del Ros, generale Mario Mori, per la mancata cattura di Provenzano nel 1995.
Sembraun film ma è una storia vera, e inedita, di cui pochissimo si è scrittoe parlato. Un infiltrato dentro Cosa nostra negli anni delle stragie all’inizio della Seconda repubblica. Un uomo d’onore al servizio dello Stato. Oggi le rivelazioni di Ilardo – raccolte dal colonnello Michele Riccio – sono alla base di un processo in corso a Palermo che vede come principale imputato il generale Mario Mori.
Ilardoparla di patti e di arresti di capimafia (“In Sicilia i capi o muoiono osi vendono”). Fa i nomi. Cita Marcello Dell’Utri: “un esponente insospettabile di alto livello appartenente all’entourage di Berlusconi”.
Sembra una storia sudamericana, ma accade in Italia.Meno di venti anni fa. E oggi, dopo le rivelazioni del figlio di Vito Ciancimino, molti all’improvviso parlano.
Ilardo nel 1994 nessunolo ascolta – a parte il colonnello Riccio, che registra tutto. Ed è incredibile perché proprio l’infiltrato porterà gli uomini del Ros nel casolare di Provenzano. Perché il boss non fu arrestato?
DiceMori ai magistrati di Palermo: “Non ricordo… tenga presente che io ero responsabile di una struttura quindi avevo una serie di problematiche…”.E il suo vice Mario Obinu: “Abbiamo localizzato il casale… (va considerata) la difficoltà tecnica di entrare, in quanto era costantemente occupato da pastori, mucche e pecore”. Risultato? Provenzano continuerà a trattare con i nuovi referenti politici della Seconda repubblica. E Ilardo sarà ammazzato dalla mafia nel 1996,pochi giorni prima di diventare ufficialmente pentito.
Oggi si parla di misteri e ombre dietro le trattative tra Stato e mafia. Ma nonci sono né misteri né ombre. Basta mettere in fila i fatti, come fanno gli autori in questo libro. Basta ascoltare Ilardo (ci sonoi nastri con la sua voce).
È difficile da credere ma è tutto clamorosamente chiaro.
Fonte: www.antimafiaduemila.com

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