Questo devo dire mi amareggia molto perchè ho sempre pensato che la cultura di sinistra fosse la cultura del rispetto, non solo della solidarietà, ma della democrazia, della partecipazione, del libero scambio di idee, della civiltà, della socialità, della convivialità che vengono negate non da uno schiaffo – già dimenticato – ma da un atteggiamento volgare e questo sì fascista. Allora questa cosa sinceramente mi dispiace e per questo motivo volevo comunicare a voi come sto facendo come un pò … (incomp) nei limiti del possibile per dire che ho paura degli ayatollah di qualsiasi colore. Ho paura di coloro che sventolando bandiere rosse o qualsiasi altra cosa rossa o nera o bianca e in nome di quella cosa che sventolano possano credere di avere verità assolute perchè la verità, e concludo davvero, è una cosa seria… Più di ventotto scuole e di ventimila studenti hanno potuto respirare liberamente un’aria di partecipazione e di reale democrazia nella quale come oggi… non si è chiesto all’Avvocato Ambrosoli o a Marco Alessandrini “Tu come la pensi? Che tessera hai in tasca?” ma gli si è chiesto semplicemente “Testimonia perchè sono morti il papà di Umberto Ambrosoli ed il papà di Marco Alessandrini”. Abbiamo chiesto sempre e solo questo, non quale tessera fosse in tasca ma quali valori avevano nel cuore”.
1) L’organizzatore Leo Nodari presenta le ragioni alla base della manifestazione di protesta come una questione politica, come se dietro all’iniziativa dei cittadini del “popolo delle agende rosse” non ci fosse altro che uno scontro politico destra-sinistra. Niente di più falso: del presunto scontro “destra-sinistra” interessa meno di zero ad ognuno degli organizzatori e dei partecipanti alla manifestazione.
Ricordiamo che l’on. Gasparri è portavoce dell’on. Marcello Dell’Utri, già condannato in primo grado a nove anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ma prima ancora della valutazione penale, bisogna ricordare che Marcello Dell’Utri definì l’otto aprile 2008 Vittorio Mangano un “eroe”. Per chi non lo sapesse, Vittorio Mangano è stato condannato con sentenza definitiva per mafia e per traffico internazionale di droga nel processo Spatola e nel maxiprocesso, rispettivamente. Questi due procedimenti penali furono istruiti dall’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo a metà anni ottanta. Nel 1995 Mangano è stato nuovamente arrestato e successivamente condannato in primo grado a due ergastoli per tre omicidi. La sentenza non passò al vaglio dei successivi gradi di giudizio per intervenuta morte dell’imputato.
Il fatto che il portavoce di un individuo che ha definito Mangano “un eroe” potesse parlare dal microfono di una manifestazione intitolata a “Paolo Borsellino” è stato ritenuto da noi e dai cittadini del “movimento delle agende rosse” una scelta indecente ed è questo il motivo per cui è stata organizzata la manifestazione del 2 novembre a Pescara. La politica c’entra meno di zero. Tantomeno le tessere di partito. Qua contano le azioni ed i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
Sicuramente il “premio non deve essere il luogo della simpatia”, ma dovrebbe essere almeno luogo di decenza e coerenza.
2) Un atto “fascista” c’è stato sicuramente il 2 novembre a Pescara ed è stata la disposizione impartita alle forze dell’ordine di non permettere in assenza di un giustificato motivo a dei liberi cittadini di partecipare ad un pubblico dibattitto. L’intenzione dei manifestanti era semplicemente quella di ascoltare l’intervento dell’on. Gasparri e di porgli una serie di domande durante il dibattito. L’aver negato questo diritto sancito dalla Costituzione è si un atto “fascista”, non il richiedere di fare una domanda durante un pubblico incontro. Ai cittadini è stato impedito di entrare nella sala con la motivazione che questa fosse piena nonostante le immagini ivi registrate dimostrino l’esatto contrario.
Ciò che è vergognoso è il ribaltamento dei fatti che stravolge la realtà e fa passare coloro che hanno subito in prima persona un sopruso per “volgari fascisti”.
3) Non sappiamo se gli studenti che hanno partecipato al dibattito di lunedì 2 novembre abbiano potuto respirare “un’aria di partecipazione e di reale democrazia” nel momento in cui un personaggio non identificato ma presumibilmente appartente alle forze dell’ordine straccia un foglio di fronte ad un persona che con la massima calma prova a presentarlo all’on. Gasparri. Forse qualche studente si sarà chiesto quale “clima di libero scambio di idee” è mai quello in cui a dei semplici cittadini è stato impedito senza un fondato motivo di accedere alla sala dell’incontro e di poter prender parte alla pubblica iniziativa.
4) Infine riteniamo vergognoso che Leo Nodari non abbia ancora preso le distanze dalle frasi diffamatorie pronunciate dall’on. Gasparri nei confronti di Salvatore Borsellino.
Come riteniamo altrettanto grave che Nodari non abbia ancora speso una parola riguardo al comunicato dell’ufficio stampa del PDL al Senato in cui si afferma che “Una decina di forsennati che hanno tentato vanamente di contestare la manifestazione non hanno raccolto alcun consenso tra la popolazione e hanno invece aggredito fisicamente il promotore Nodari“. La notizia di un’identificazione tra i partecipanti alla pacifica manifestazione e i responsabili della denunciata aggressione a Nodari presentata come dato di fatto è totalmente falsa, come dimostrato da numerose testimonianze e video-cronache degli avvenimenti.
Se è vero che “La verità è una cosa seria”, sarebbe ora di contribuire a far seguire i fatti alle parole: Nodari dovrebbe essere il primo a sentire il dovere di smentire il contenuto palesemente infondato del comunicato dell’ufficio stampa del PDL al Senato.
La storia ormai la conosciamo da anni: quando in una discussione mancano gli argomenti perché i fatti sono sotto gli occhi di tutti, chi non ha elementi concreti la butta in politica. Sia chiara una cosa: in questo caso il gioco delle tre carte destra-sinistra è morto prima ancora di cominciare.
ll ricorrere ad inesistenti motivazioni politiche dei fatti quando questi parlano da soli più di mille discorsi è un comportamento che non farà altro che screditare miseramente i suoi stessi fautori.
Marco Bertelli

Be First to Comment