Press "Enter" to skip to content

Pippo Giordano: “Massimo Ciancimino, non molli!!”

Rispondendo ad un commento su Blog Sicilia Palermo Massimo Ciancimino esprime le sue perplessità nel continuare la collaborazione con le procure di Palermo e Caltanissetta.
Gli risponde sullo stesso Blog Pippo Giordano, Ispettore di polizia in pensione che ha fatto parte della Dia. Prese parte agli ultimi interrogatori del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, condotti insieme al giudice Paolo Borsellino. Tra questi soprattutto l’ultimo, che si tenne venerdì 17 luglio 1992, due giorni prima della strage di via D’Amelio.


Il commento di Ciancimino:

“Gentilissimo Carmelo, grazie per il Tuo sostegno,
sicuramente non sto vivendo un momento molto facile e ne quantomeno confortato da amici o presunti tali che mi incoraggiano ad andare avanti per questo Mio difficile percorso. Anzi forse quei pochi che ancora ritenevo tali, ultimamente fanno volentieri a meno anche nel rivolgermi un semplice saluto. Non credo al momento di poter essere da esempio per nessuno, non vedo luce in questo tunnel, sono molto stanco anche se cerco di non far trasparire nulla durante la Mia non facile deposizione, in aula , sto seriamente valutando, al fine di non mettere a rischio non il Mio patrimonio come ormai il ben rodato “slogan ” ma bensì, il Mio matrimonio. Avverto a tal proposito la necessità viste anche le pressioni ed ulteriori minacce ricevute ultimamente, una volta terminate la deposizione in aula come teste, di interrompere quel rapporto, devo dire molto corretto , e costruttivo già instaurato con la procura di Palermo e Caltanissetta.
Ancora grazie, Massimo Ciancimino”

La risposta di Pippo Giordano:

“E no!
Massimo, lei non deve buttare la spugna (il link al post dove Ciancimino esprime il suo scoraggiamento, ndr) e non si curi di quelle persone che lei riteneva amiche ed oggi fanno di tutto per scansarla, defilandosi da quell’ipocrita mondo fatto di perbenismo e che tanto ostentano in seno a quella che io definisco l’anomala Società palermitana.

Una società in cui l’immobilismo del pensiero e di comportamenti sono sinonimo di quel simbolo di stagnazione retro culturale il cui retaggio è riconducibile ad un passato remoto. Gli amici a cui lei fa riferimento e non solo loro, avrebbero voluto, un Ciancimino Jr silente in linea col pensiero di quella società che a parole chiede trasparenza e giustizia e poi nei fatti manifesta per intero tutta la loro codardia.

L’illegalità spicciola del quotidiano vivere è l’espressione minimale di cui si nutre per intero la società Palermitana. Ma, una parte consistente di un’altra società, espressione tipica dell’affarismo sotterraneo e quindi più pragmatica e subdola, non è per niente in armonia col percorso di collaborazione che Lei ha coi Magistrati.

Quando facevo parte della Squadra di Ninnì Cassarà, sa Massimo, quanti consigli apparentemente disincantati ricevevo: “…ma cu tu fa fare!… aspetta il 27….”.

Eppure, sono andato dritto per la mia strada, consapevole e cosciente che dovevo fare il mio dovere sino in fondo. E quella società o se vogliamo i suoi amici che oggi non la salutano, è la stessa di anni addietro distante, omertosa e latitante, persino quando noi sotterravamo i nostri morti della Polizia di Stato.

Mi creda Massimo, Lei a tutti questi benpensanti sta dando una lezione di vita, sta tentando attraverso la Magistratura, di scrivere delle pagine inedite su come è stata posta in essere la lotta alla mafia negli ultimi anni. Tante persone oneste ci sperano. Ci saranno altre che, per ragioni diverse, non saranno d’accordo: non importa, Lei Massimo deve poter contribuire a far luce in quei anni bui della nostra Democrazia.

Durante una visita a Palermo, ho colto distintamente parole di biasimo per il contributo che Lei sta fornendo all’accertamento della verità ed invano ho tentato di far capire tutto il dramma che di certo Lei sta passando: un dramma a cui, ahimè, spesso in simili casi ho dovuto registrare personalmente.

Massimo, La prego, non si curi di taluni personaggi che mi riesce difficile collocarli in quella suddivisione di uomini indicati nei cinque termini usati dal nostro illustre corregionale Leonardo Sciascia. Loro vorrebbero ancora oggi l’applicazione ferrea di quel concetto tipico degli anni delle coppole storte: “non ho visto….non ho sentito… e non c’ero e se c’ero dormivo”.

Ecco, volevate questo da Massimo Ciancimino? Scordatevelo! Quindi il mio auspicio, pur invitando in primis a salvaguardare quelle che sono i Suoi affetti familiari, non molli. Alla fine della filiera, quando l’iter giudiziario volgerà a termine, stia pur certo che i Suoi amici si faranno vivi con ampi sorrisi e strette di mano.

In una precedente mia lettera Le ho detto che io sono senza sì e senza ma in sintonia con quanto Lei sta facendo e di nuovo esprimo il mio ringraziamento.

Cordiali saluti e tanti auguri. Pippo.”

Massimo Ciancimino e Pippo Giordano da BlogSicilia Palermo

Be First to Comment

Lascia un commento