Scrivo ora, a piú di un mese dalla dichiarazione del Sindaco Giuseppe Alfano di cancellare l´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre, perché ho voluto che le riflessioni che oggi rivolgo, fossero private, di quel giusto, ma poco costruttivo, contenuto di ira e frustrante indignazione di cui all´indomani dell´accaduto erano piene.
Scrivo ora, perché quel gusto amaro di delusione e sconforto continua a riempire la mia testa e la mia gola. Mio nonno non era solo un esponente del Partito Comunista siciliano, era un italiano con il piú profondo senso dello Stato. Le sue battaglie e il sacrificio ultimo della sua vita, non appartengono a nessuno e sono di tutti. Si batté contro la Mafia e contro quella politica che ne permetteva l´esistenza, e contro una collusione ancora oggi lungi dall´essere sconfitta.
La legge 109 non é la “sua” legge, ma una legge che l´Italia si é data per combattere la criminalitá organizzata. Chi vuol privare l´aeroporto di Comiso del nome di Pio La Torre, vuol negare il significato delle sue battaglie, del suo esempio e della sua vita.
Ho negli occhi l´ombra dell´ennesima frustrante sconfitta per un paese inerte, sottomesso, esanime. Spero sinceramente che una parte sana esista ancora e trovi la forza di opporsi all´ennesimo sopruso, all´ennesima ingiustizia, all´ennesimo oltraggio.
(Fonte: www.repubblica.it, 23 ottobre 2008)
“La Memoria tradita di Pio La Torre”
Fonte: Ettoremar

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