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Pino Masciari: una giornata mai vista

Lo sciopero della sete e della fame si trasforma in una giornata storica


Giornata campale.

La mattina (martedì 12 maggio) davanti al Quirinale Pino Masciari e i suoi amici cominciano l’estrema e annunciata protesta lanciando un appello al Presidente della Repubblica, in quanto garante di quei diritti custoditi nella Costituzione negati da 12 anni.

La risposta è forte da parte della politica e del mondo dell’informazione, massiccia anche la presenza delle forze dell’ordine che pur condividendo le richieste di Pino si trovano a dover presidiare il Quirinale.

Di seguito la cronostoria.

 

ore 10:00 Arrivo di Pino Masciari e amici davanti al Quirinale. Ad aspettarci le forze dell’ordine che intimano di andarsene

ore 10:30 Stazionamento della compagine nel marciapiede di lato al Quirinale, su via 24 Maggio. A quel punto arrivano le TV, la stampa e alcuni deputati tra cui Antonio Di Pietro.

ore 11:00 Allestimento presidio per Pino Masciari contestualmente al quale le forze dell’ordine ne dichiarano l’illegalità. Inizia la trattativa: è richiesto di spostare il presidio 100m più distante, affermando che nessuna protesta si era mai verificata così tanto vicino al Quirinale. Pino e gli amici, spiegando della protesta, rispondono no a meno di essere ricevuti.

ore 12:00 Le forze dell’ordine comunicano che Pino Masciari sarebbe stato ricevuto da un funzionario, quindi il presidio come promesso si sposta di 100m.

ore 12:30 Pino viene ricevuto sul portone del Quirinale da un funzionario che gli “notifica” che avrebbe dovuto aspettare ulteriore comunicazione. Prima battuta d’arresto per Pino Masciari e i suoi amici.

ore 12:45 Il presidio spostatosi viene circondato dalle forze dell’ordine con l’obiettivo di non far ritornare i componenti alla posizione iniziale. Parallelamente Pino Masciari, Bruno Piazzese e Davide Mattiello stanziano la posizione precedente del presidio.

ore 13:15 L’aggiramento del blocco. Alcuni componenti raggiungono Pino Masciari creando un presidio distaccato più vicino al Quirinale. Questa posizione permette di dialogare in maniera più efficace con la politica e il Quirinale stesso. Intanto le forze dell’ordine continuano a perseguire il loro obiettivo mantenendo distaccati i due presidi.

ore 13:30 Il sen. Lumia si presenta iniziando a partecipare al presidio, con spirito di servizio, contattando direttamente il Quirinale. Intanto Mantovano attacca il testimone Pino Masciari affermando dati falsi e passaggi errati in un comunicato stampa. Pino e i suoi amici rispondono di conseguenza riaffermando la verità.

Dalle ore 14:00 alle 17:00 è momenti di attesa e resistenza. I due presidi distaccati continuano a parlarsi, ad aggiornare chi ci segue da casa e attendono segnali dal Quirinale.

ore 17:30 giunge la Nota del Presidente della Repubblica

«In relazione all’appello rivolto al Presidente della Repubblica dal testimone di giustizia Giuseppe Masciari, si fa presente che il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica ha rappresentato al diretto interessato che, trattandosi di materia di competenza del Ministero dell’Interno, è stato opportunamente interpellato il Viminale che ha comunicato di aver già convocato Giuseppe Masciari per i prossimi giorni al fine di dare attuazione alla sentenza del Tar del Lazio anche per i profili relativi alla sua protezione e a quella dei famigliari.»

Pino Masciari e gli amici decidono di concludere lo sciopero della fame e della sete e diffondono il seguente comunicato:

«La famiglia Masciari e gli amici di Pino Masciari ringraziano sentitamente il Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano per la netta presa di posizione attraverso la nota del Quirinale dove si sottolinea l’aspetto fondamentale della protezione per la famiglia Masciari.
Siamo inoltre certi che il Ministero degli Interni tenga fede all’impegno preso risolvendo definitivamente la situazione relativa alla sicurezza della famiglia Masciari e all’attuazione immediata della sentenza del TAR già nel prossimo appuntamento citato dal Viminale.
A fine incontro comunicheremo il risultato a tutte le persone a noi vicine e vicine ai testimoni di giustizia tutti. »

Continueremo a restare vigili.

 

Roma, 12 maggio 2009 – Segui la diretta sulla lotta di Pino Masciari presso questo link.

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Roma – Il presidio degli Amici di Pino Masciari
nei pressi del Quirinale

Pino Masciari ha intrapreso oggi (12 maggio) lo sciopero della fame e della sete

Pino Masciari, imprenditore calabrese divenuto testimone di giustizia per aver denunciato ‘ndrangheta e collusioni, intraprende oggi (12 maggio) lo sciopero della fame e della sete annunciato lo scorso 26 marzo e rinviato per rispetto delle vittime in Abruzzo. Il gesto estremo inizia davanti al Quirinale, simbolo di garanzia dei diritti costituzionali, alle 10 del mattino.


Masciari si rivolge anzitutto al Capo dello Stato, ai presidenti di Senato e Camera e al presidente del Consiglio dei ministri: chiede immediato intervento, nella certezza che non sarà abbandonato e lasciato morire. La sua vicenda non è più un fatto burocratico e giuridico: è una questione etica e morale.

Da 12 anni, vive in un inferno: ha dato la sua vita allo Stato ma è sempre rimasto senza adeguata protezione, con la ‘ndrangheta in agguato.

L’imprenditore calabrese, al quale il Tar del Lazio ha riconosciuto il pieno diritto alla sicurezza e alla ripresa d’una vita normale, non ha visto riscontri concreti e immediati da parte della Commissione centrale del Ministero dell’Interno, in merito all’osservanza del provvedimento, del gennaio scorso.

Dal rinvio dello sciopero della fame, la Commissione centrale del Ministero dell’Interno non ha concesso alla famiglia Masciari le misure speciali di protezione, scorta e tutela, benché riconosciute come necessarie proprio in sede istituzionale. Né i coniugi Masciari, imprenditore e medico odontoiatra, sono stati messi nelle condizioni di lavorare.

Lo Stato, per dodici anni, li ha tenuti in esilio, privandoli della sicurezza e della dignità.

Oggi, esausto, Masciari rimette la propria vita nelle mani dello stesso Stato, che deve decidere: renderla o toglierla definitivamente.

Nel caso in cui lo Stato gliela neghi, Masciari intende restituire almeno la libertà della sua famiglia dal giogo mafioso, pagando con la propria vita l’atto della denuncia. Alle ore 11 è prevista la conferenza stampa, davanti al Quirinale.

CONTATTI: ANDREA Sacco: 392 0722137 ; Federica Rosin: 339 5016882 ; FEDERICA DAGA: 349 4124558; e.mail: pinomasciari@gmail.com ; www.pinomasciari.org; www.difesapopolaremasciari.net

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