Press "Enter" to skip to content

Pierluigi Battista/Ingroia e il diritto di applicare la Legge.

Ho letto e riletto le “particelle elementari” scritte da Pierluigi Battista e pubblicate dal Corriere della Sera, col titolo “Il dovere trascurato dell’imparzialità“, riferite ad Antonio Ingroia. Ebbene, dico subito, per sgombrare ogni equivoco, che mi annovero tra i “seguaci” che accolgono sui giornali ogni parola di Ingroia come il Verbo indiscutibile. E, vorrei sottolineare che sono rimasto basito, quando ho letto “spalleggiato” . Ma cosa intende con questa parola Battista? Forse che esprimere il proprio pensiero, il PM Ingroia Antonio debba essere spalleggiato? E mi domando da chi si fa spalleggiare il signor Battista? Ah! Ma, penso che egli non ne abbia bisogno, ha dalla sua parte la penna che lo spalleggia.

Ribadisco che sono un fedele “seguace” di Ingroia e non perché sono stato, anche se per poco tempo un suo collaboratore, sono “seguace” perché Ingroia a differenza di tanti altri integerrimi personaggi della politica, delle istituzioni, e di giornalisti, compie i propri atti ed esprime il suo pensiero di cittadino, alla luce del sole. E’ andato, perché invitato, ad un congresso di partito e allora? Perché, altri partiti non l’hanno invitato, eppure si è offerto pubblicamente? Davvero si pensa che invece di essere andato dai comunisti, fosse andato da qualche altro partito, per fare un esempio quello di Casini o di Berlusconi, piuttosto a quello di Fini, sarebbe nato questo accanimento verso Ingroia? O le ragioni di tanta acredine, si devono ricercare per le inchieste da lui condotte contro Cosa nostra e personaggi ad essa legati?

Il vero problema è che in tanti, come Gasparri, Cicchitto e forse anche il signor Battista, soffrono di “ingroiatite acuta”. Non accettano che una persona possa adempiere al proprio dovere, anche se partecipa a plessi pubblici, esternando il proprio libero pensiero.

Tralascio il resto dell’articolo e purtuttavia devo necessariamente porre l’accento su un’altra affermazione fatta da Battista: “…. ma abbia la sensibilità democratica di accettare le critiche di chi le rimprovera, ad esempio, una certa imprudenza nell’aver dato credito a un impostore conclamato come il signor Ciancimino jr….”

Ecco, vorrei dire che se alcune parti dell’articolo potevano essere considerate condivisibili, mi spiace dire che sul discorso Ciancimino, è stato commesso un grossissimo errore. Intanto, chi critica l’operato di Ingroia, dovrebbe avere l’onestà di portare a supporto le prove di “aver dato credito ad un impostore conclamato come Ciancimino” Battista ha queste prove? Allora le esibisca. Mi auguro che non siano quelle di cui, mi risulta, essere oggetto di processo penale: i candelotti di dinamite, la calunnia contro De Gennaro o le intercettazione della Procura di Reggio Calabria.

Tutti dimenticano e quindi anche l’articolista, che Ciancimino, è stato assunto a verbale nella qualità di testimone. E cosa avrebbe dovuto fare un PM o un ufficiale di Polizia giudiziaria, se non raccogliere le dichiarazioni di un testimone? Battista è davvero sicuro che tutte le dichiarazioni rese da Ciancimino siano considerate frutto da “impostore”? Io credo, sia necessario attendere i riscontri e comunque non spetta ai politici e nemmeno agli estranei al processo penale, dare giudizi affrettati. Che Ciancimino sia o non sia un impostore lo decideranno gli organi deputati ad accertarlo e non certamente i censori dell’ultima ora.

 

Be First to Comment

Lascia un commento