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Per Andrea e Graziella – 19 giugno 2010, Porto Sant’Elpidio (FM)

Il 19 giugno a Porto Sant’Elpidio (Fermo), nelle Marche, si terra’ una manifestazione per ricordare Andrea Gagliardoni e tutti gli eroi caduti sul posto di lavoro nel nostro “bellissimo e disgraziato Paese”. Una mattina di quattro anni fa Andrea si e’ recato al lavoro. Quella dannata mattina Andrea ha salutato per sempre la sua famiglia e la vita. Per velocizzare la produzione, anche quella dannata mattina il suo datore di lavoro decise di non attivare l’unico dispositivo di sicurezza di cui disponeva la macchina killer affidata ad Andrea. La vita di un giovane operaio non valeva quanto il guadagno che avrebbe ricavato dal suo gesto deplorevole e sconsiderato. Uno stipendio di 900 euro al mese, 23 anni. Da un futuro pieno di speranze risicate con sacrificio, all’improvviso Andrea ha cessato di esistere lasciando dietro di sé una mamma che non sa come raccogliere i pezzi del suo cuore. Per la giustizia la vita di questo giovane lavoratore è valsa 8 mesi con sospensione condizionale della pena .


Alle già modeste pene che il Legislatore ha previsto per questo tipo di responsabilità, all’atrocita’ di questo delitto che di per sé incarna una delle ingiustizie piu’ gravi per un Paese dicesi civile si aggiunge l’assurdo, l’incomprensibile, il dramma nel dramma. Il sindaco di Porto Sant’Elpidio nega una sepoltura definitiva ad un suo concittadino morto per l’inerzia di un sistema politico incapace di implementare un codice efficace e pratico sulla sicurezza sul posto di lavoro. La burocrazia di un’amministrazione locale impedisce ad Andrea di trovare una dimora al cimitero. Il sindaco e’ irremovibile. In un Paese che non si fa scrupoli a cambiare la Costituzione troviamo chi non vuole aggiustare una regola che non rispecchia l’interesse della collettivita’ ma che al contrario ostacola i diritti dei cittadini, di tutti i cittadini. Il muro tra popolo ed istituzioni diventa sempre piu’ alto. Sempre piu’ spesso la societa’ civile si trova a combattere le stesse persone che eleggono mentre esercitano il proprio diritto e dovere al voto. Si, siamo noi ad eleggerli. Forse in buona fede, perche’ durante le campagne elettorali molti aspiranti governanti mutano. Diventano agnelli che nulla sembrano avere piu’ a cuore se non l’interesse del potenziale voto che li sta ascoltando con fiducia e speranza. Chissa’ forse Andrea la sua fiducia l’aveva riposta  proprio nella persona che oggi non ascolta le sue ragioni, che non aiuta la sua famiglia a ritrovare quel po’ di serenita’ che e’ possibile ritrovare negli abissi di tanta sofferenza, di tanto dolore, di tanta solitudine. E’ tragico che un sindaco non riesca a ragionare da essere umano, che non riesca ad immedesimarsi nella semplice richiesta di una mamma, che non faccia delle sue regole  uno strumento volto a proteggere “i piu’ deboli“ in nome di certi valori che non possono e non devono essere sostituiti da un freddo cumulo di documenti e firme.  Cosa siamo diventati? In che Paese viviamo? Caro Andrea, tu sei nostro amico, sei nostro fratello, sei nostro nipote e sei nostro figlio. Noi saremo la tua voce, saremo la voce dei tanti lavoratori e delle tante lavoratrici che sono partiti da casa, una mattina. Saremo la voce di tutti quei padri, di tutte quelle mamme, di tutti quei figli che sono andati a lavorare sereni perche’ da lì a poche ore avrebbero ritrovato l’amore delle proprie famiglie. Ma che invece sono stati traditi. Non lasciateci soli. Porto Sant’ Elpidio (Marche), 19 giugno ore 14.00 davanti alla stazione ferroviaria. Abbiamo bisogno della presenza fisica di ognuno di voi. Ad oggi la salma di Andrea si trova in un loculo prestatogli a suo tempo da una cara amica di famiglia quando la mamma Graziella era sotto shock per la tragedia che l’aveva improvvisamente travolta.  Vogliamo un Paese dove sono gli stessi amministratori ad organizzare cortei che impediscono alla societa’ di dimenticare le ingiustizie che si annidano tra i mille volti di una Democrazia inventata da un essere tanto volubile e inaffidabile come l’uomo. Utopia? Puo’ darsi. Resta sempre un obiettivo che passo dopo passo si avvicina alla vera liberta’.

Christina Pacella


LINK: Il
gruppo facebook dedicato al sit-in per una degna sepoltura di Andrea Gagliardoni (Porto Sant’Elpidio, 19 giugno 2010)


Graziella ed Andrea Gagliardoni

 

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