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Papello e trattative: un colossale “pizzo”

Quando una classe dirigente di un Paese soffre da ipoacusia acuta e non vuole assolutamente udire il bisogno di verità, chiesto a gran voce dal Popolo, questo Paese non può definirsi normale.
Quando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, afferma che i magistrati sperperano soldi pubblici per scrivere la storia delle stragi 92/93, questo presidente non può rappresentare la lotta alle mafie.
Quando dei condannati per mafia, vengono liberati perché questo Paese non è stato in grado di scrivere la sentenza definitiva in tempi congrui, non è un Paese normale.
Ebbene, questi sono solo tre casi eclatanti che fanno apparire l’Italia come un Paese non in grado di annoverarsi nelle democrazie occidentali: sembriamo un branco di sprovveduti e inclini all’autolesionismo o peggio diamo un’immagine di sofferenza di legalità. Non ci fa certo onore!
Il papello e le trattative sono oramai elementi riscontrati nelle investigazioni e appare utile e necessario che processualmente si accertino responsabilità degli attori che hanno determinato uno dei più gravi “compromessi” tra mafia e Stato.

Giova tuttavia evidenziare che, il papello di Riina, così come le trattative tra pezzi dello Stato e Cosa nostra riferite alle stragi del 92/93, non devono essere classificate come la “novità” di fine novecento. Niente affatto! Altrimenti commetteremmo un errore di valutazione che ci porterebbe lontano dalla vera storia criminale di rapporti tra Cosa nostra e politica. Se pensassimo che le trattative ultime, ovvero il papello di Riina e le trattative delle stragi, fossero i soli momenti di collusione tra mafia/Stato, si compirebbe uno sbaglio di portata storica. E quindi affermare o dare valenza al papello e alle trattative, come un fatto episodico e temporalmente circoscritto, appare come un grande bluff.

I pregressi rapporti tra mafiosi e pezzi dello Stato, sono ampiamente documentati da atti processuali: le condanne definitive e quelle in itinere sono lapalissianamente visibili.

Si può senz’altro affermare, che la genesi della mafia sia stata voluta da quel potere politico rappresentato da latifondisti e baronia che “regolavano” con veto di vita o di morte, il Popolo siciliano di fine ottocento e metà degli anni novanta. La mafia siciliana, ha reso felice tanta gente e ancora oggi taluno si giova di questa felicità, basta dare uno sguardo agli ambulacri romani, vicini e prossimi a via Del Corso.

Ma, riflettendo sul papello e sulle trattative, si può senz’altro affermare che la banda Riina e company, ha di fatto posto in essere una richiesta di “pizzo” allo Stato, la cui finalità ovviamente non era lucrosa, ma bensì la stessa sopravvivenza di Cosa nostra. Sembrerebbe che la richiesta di “pizzo”, sia stata in parte onorata, se si considera la cessazione provvidenziale last minute, voluta dai Graviano, così come afferma Gaspare Spatuzza. Ed è appunto questo che l’opinione pubblica vuol conoscere: qual è stato l’input per la repentina decisione di sospendere le stragi? I Graviano e soci che assicurazioni hanno avuto per tacitare il tritolo?

Noi tutti dobbiamo sperare che un luminare medico riesca a far guarire la gran parte dei politici ammalati di ipoacusia, augurandoci che sentano la silente voce proveniente dal cuore delle persone oneste e che vogliono una sola cosa. La verità! E che questi politici si accorgano dell’impegno profuso da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo ucciso in via D’Amelio e dai ragazzi del movimento Agende Rosse, che con passione lottano per avere la verità sulle stragi. Altro che “caso umano”, dottor Ayala.

In questo scorcio di inizio secolo, ci sono magistrati che stanno facendo di tutto per dare quelle risposte che gli stessi politici non sono in grado, anche dolosamente, di dare. E a questi magistrati noi tutti non dobbiamo far mancare il nostro sostegno e la nostra incondizionata vicinanza. Abbiamo sete di verità sulle stragi 92/93

Noi non vorremmo lasciare ai posteri il dubbio, che il più grande “pizzo” della storia criminale, abbia parzialmente alterato le fondamenta della nostra Repubblica. Non lo chiediamo solo per gli astanti, ma lo chiediamo per martiri innocenti, periti a causa della violenza mafiosa.

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