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Paolo Borsellino, una scelta d’amore

(clicca per ingrandire)

di Roberto Tassinari – Movimento Agende Rosse gruppo ‘Paolo Borsellino’ Torino

Torino – Il 29 novembre 2018 si è svolto, nell’ambito delle iniziative legate al Festival dell’Educazione per un pensiero creativo, critico, civico il primo di un ciclo di incontri tra Salvatore Borsellino e gli studenti delle scuole medie. In apertura Carlotta Tevere, consigliere comunale e membro della Commissione Legalità del Comune di Torino, Carmen Duca referente del gruppo torinese delle Agende Rosse e Maria Bergadano, co-presentatrice del progetto denominato “La speranza di Paolo siete voi” si sono soffermate sull’importanza di questa iniziativa, volta a trasmettere alle nuove generazioni quel sogno d’amore e di speranza che non ha abbandonato Paolo Borsellino neppure negli ultimi giorni di vita. Quando ha preso la parola Salvatore Borsellino, sono bastati pochi minuti perché nell’aula magna della Cavallerizza scendesse un silenzio carico di emozione e a tratti di commozione, interrotto solamente dagli applausi di un esercito di ragazzini rapiti dalla forza delle parole pronunciate da Salvatore. Come frequentemente accade Borsellino ha iniziato affermando, rivolgendosi ai ragazzi: “Io ogni volta vengo a prendere forza da voi, con la speranza che quando non avrò più la forza di lottare ci sarà qualcuno che continuerà a farlo”. Ancora una volta Salvatore, dopo aver ribadito che non è sufficiente aver avuto gli stessi genitori per sentirsi fratelli e che in realtà il vero fratello di Paolo era Giovanni Falcone, ha urlato la propria rabbia per il fatto che Paolo sia stato in realtà ucciso dal “fuoco amico”, tradito insomma da chi doveva proteggerlo e combattere al suo fianco. Borsellino ha tuttavia invitato i ragazzi a non confondere le istituzioni con gli uomini che le rappresentano. Le istituzioni infatti sono sacre e vanno rispettate mentre devono essere perseguiti quegli uomini i quali, anche ad altissimo livello, si sono avvalsi della propria posizione per delinquere o comunque per scendere a patti con i delinquenti, come fu per la scellerata trattativa tra la mafia e pezzi deviati dello Stato. L’oratore ha ricordato come quella di Paolo e di Giovanni sia stata una assoluta scelta d’amore verso Palermo, la Sicilia e l’Italia aggiungendo con la voce rotta dall’emozione che “nessuna bomba può uccidere l’amore” e ha parlato della Casa di Paolo, l’antica farmacia di famiglia che egli ha ricomprato e adibito a luogo nel quale i bambini di strada possono incontrarsi e studiare strappandoli, come fece don Puglisi, alle grinfie della malavita. Per l’ennesima volta Salvatore ha denunciato il fatale connubio tra mafia e politica, con il sud consegnato di fatto nel secolo scorso nelle mani della criminalità organizzata e trasformato in un serbatoio di voti, la Conca d’Oro di Palermo cancellata per sempre in nome della speculazione edilizia e i processi aggiustati in Cassazione sinché dopo il maxiprocesso gli equilibri saltarono, la mafia uccise Salvo Lima ed ebbe inizio la stagione culminata con le stragi di Capaci, via D’Amelio, Firenze e Milano.

Salvatore Borsellino ha rivolto ai presenti un accorato invito: “Cercheranno di uccidere i vostri sogni: difendeteli con tutte le vostre forze!” e al ragazzino che gli domandava se non ha paura egli ha risposto di non averne finora avuta perché in realtà non è mai stato un pericolo per la mafia, aggiungendo: “Se avrò paura vorrà dire che avrò fatto abbastanza per meritarmi di essere il fratello di Paolo!”

Galleria fotografica a cura di Rita Rossi

 

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