17 febbraio 2010 – Palermo. È trascorso un mese dallo sgombero del Laboratorio Zeta di via Arrigo Boito, spazio che è stato prontamente rioccupato pochi giorni dopo e dove continua l’attività sociale sempre svolta.
Sono stati in tanti coloro che sono passati a trovare chi continua a lavorare senza aver perduto l’entusiasmo che li ha sempre mossi: tantissimi artisti, intellettuali, associazioni e cittadini. Dal 24 gennaio, da quando il Laboratorio è stato riaperto, è stato ogni giorno “presidiato” da incontri, spettacoli, proiezioni e dibattiti: assemblee di associazioni e comitati cittadini, teatro e film su Danilo Dolci, un incontro molto partecipato sull’antimafia sociale, la presentazione dell’ultimo libro di Salvatore Lupo.
Un nuovo importante appuntamento si avvicina. Venerdì 19 febbraio saranno presenti due grandi artisti, Letizia Battaglia e Renato Sarti. Scelta operata per confermare che lo Zeta Lab è, e deve continuare ad essere, un luogo di cultura e di impegno civile. Per Letizia Battaglia si tratta di un ritorno tanto inatteso quanto gradito. Sono anni che è assente dalle scene e adesso ritorna a curare dopo anni una mostra nella sua città.
“Se la guerra è civile”. Questo è il titolo della mostra fotografica , mostra appositamente allestita in solidarietà con il Laboratorio Zeta. Saranno 80 le stampe vintage, stampe che documentano la cronaca di Palermo dal 1975 ai primi anni ’90.
La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio ed ospiterà immagini di Vittorio Aurino, Ernesto Battaglia, Letizia Battaglia, Tony Bono, Maurizio D’Angelo, Luciano Del Castillo, Riccardo Liberati, Salvo Lupo, Eugenio Mangia, Fabio Sgroi, Shobha, Franco Zecchin. Completano la mostra due foto di Giulio Azzarello realizzate nel 2009.
In occasione dell’inaugurazione, venerdì 19 febbraio alle 18.00, le foto saranno introdotte da un incontro con l’autrice e la sociologa Alessandra Dino. Il 28 febbraio, domenica, in chiusura, incontro con Simona Mafai. Per il Teatro, invece, sempre il 19 febbraio alle ore 21.00 toccherà a Renato Sarti (nella foto) mettere in scena uno dei più noti interpresti di teatro civile sulla scena nazionale: “Mai morti”. Uno spettacolo che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove e che è stato chiaramente riadattato in una versione consona allo spazio del Laboratorio Zeta. Renato Sarti ripercorrerà la nostra storia recente attraverso i racconti di un uomo mai pentito, per riflettere su quanto – in Italia – razzismo, nazionalismo e xenofobia siano ancora difficili da estirpare.
Antonio Ribisi La Spina (tratto da palermo.blogsicilia.it, 17 febbraio 2010)

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