Cittadini e studenti hanno incontrato il magistrato Nicolò Marino per ricordare il sacrificio di Falcone e Borsellino a vent’anni dalle stragi. L’offensiva contro le mafie. La lotta al malaffare. La necessità di rispettare sempre le regole. Attorno a questi temi la Sala Consiliare del Palazzo di Citta ha aperto questa mattina le sue porte per ospitare la ‘Giornata della legalità- Suoni contro le mafie”’, l’iniziativa patrocinata della Provincia regionale di Catania e organizzata dal comune di Palagonia in collaborazione con l’associazione culturale Amedit- Amici del Mediterraneo.
All’incontro sono intervenuti il magistrato dott. Nicolò Marino, il presidente dell’Amedit prof. Gaetano Interlandi, Luca Bardaro del Movimento Agende Rosse, la dott. Gabriella Guerini dell’Associazione antiracket e antiusura etnea, il Capitano Felice Pagliara, nuovo comandante della Compagnia dei Carabinieri di Palagonia e il comandante della locale stazione mar.llo Vincenzo Drago.
A fare gli onori di casa il sindaco Valerio Marletta, l’assessore alle Attività educative e culturali Nicola Giaquinta, amministratori e consiglieri comunali.
Ad aprire il dibattito, “Legalità, ieri oggi e domani – Riflessioni a vent’anni dalla morte di Falcone e Borsellino” è stato Luca Bardaro del “Movimento agende rosse” che nel suo intervento ha ricordato la sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e il sacrificio dei due magistrati: “Dobbiamo sempre essere vigili e attivi contro la mafia senza mai abbassare la guardia perché farlo, significa arrendersi alla rassegnazione. Il cittadino, al contrario, deve avvertire che non è solo, che ci sono altri come lui, ci sono le associazioni antimafia e molti magistrati che con il loro lavoro garantiscono la nostra sicurezza e la nostra libertà”.
“Le cose stanno cambiando – dice il prof. Gaetano Interlandi – è questo è un segnale positivo che ci fa sperare per il futuro. Tutto dipende però da come noi, e soprattutto voi giovani che siete il futuro, intendiamo affrontare il problema della legalità”.
“La legalità – continua Interlandi – è il rispetto per se stesso e per gli altri e non è bello sentir dire dei siciliani più in generale e dei palagonesi in particolare, finite sulle prime pagine perché siete dei delinquenti”.
“Non è vero – conclude – e noi siamo chiamati a dimostrarlo con piccole importanti azioni, cominciando a non girarci dall’altro lato quando vediamo che accade qualcosa di illegale o quando qualcuno sta commettendo un reato. Questo vuol dire collaborare per il bene comune”.
La dott. Gabriella Guerini nel suo intervento ha voluto ricordare le molteplici attività all’Associazione antiracket e antiusura etnea a Palagonia.
“Oggi – ha detto – provo una grande soddisfazione perché mi accorgo che molte cose in questo paese stanno cambiando e spero che anche nelle scuole e nella nostra sede i giovani e i cittadini possano avvicinarsi per parlare di legalità e del nostro futuro”.
«Abbiamo organizzato questo momento – dice il sindaco Valerio Marletta – perché importantissimo parlarne con i ragazzi e l’esperienza di questa mattina lo dimostra. Vediamo molta attenzione da parte degli studenti che sono pronto a confrontarsi con entusiasmo con i protagonisti della sicurezza nelle nostre città, i magistrati e le forze dell’ordine».

«Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di far vivere ai giovani un rapporto di fiducia con le istituzioni. Il rispetto delle regole deve diventare un abito mentale che ci deve aiutare anche al di là della legge scritta”.
“Vedo che otre quello che può essere un ruolo di coordinamento dell’Amministrazione – prosegue il primo cittadino – se non ci sono insegnanti, educatori, il mondo dell’associazionismo, che vedo in grande fermento a Palagonia, non si potrà mai uscire da certe situazioni. Dovete avere il coraggio di parlare, di denunciare quando vedete comportamenti e azioni che vanno contro le regole, per dire con forza: noi siamo diversi e per voi non c’è più spazio in questo paese”.
“Per questo – conclude Marletta – noi vogliamo dare il nostro contributo a educare i nostri giovani e i nostri cittadini a comprendere la valenza del rispetto delle regole nei comportamenti di ogni giorno e l’importanza di una cittadinanza attiva e di una cultura diffusa della legalità».
Un lungo applauso ha salutato l’intervento del dott. Nicolò Marino, magistrato, il quale come prima cosa ha voluto affermare come “gli educatori sono un presidio di legalità”.
Poi parlando dei magistrati uccisi dalla mafia: “Uomini delle istituzioni che non sono rimasti chiusi nei loro uffici ma sono andati fra la gente perché un buon magistrato deve capire qual è lo stato della società qual è il sentire comune”.
Ha ricordato quanti sono caduti sotto i colpi della criminalità per difendere il principio di legalità: “Il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pio La torre, Pier Santi Mattarella, Rocco Chinnici, Rosario Livatino fino a Falcone e Borsellino, uomini che hanno interpretato il loro ruolo in mezzo alla gente, che andavano nelle scuole a insegnare ai ragazzi una cultura diversa, mentre oggi, da più parti, si vorrebbe la figura di un magistrato burocrate”.
“C’è come un’insofferenza all’investigazione – prosegue Marino – che ricorda molto il clima di molti anni fa che poi portò alle stragi e agli attentati, e la grave crisi economica di quel periodo ritenuta prioritaria da quell’ex presidente del Consiglio, in nome di tale esigenza, quali iniziative si sarebbe potuto permettere, o quali e quante condotte avrebbe potuto tollerare? (Il riferimento è a Giuliano Amato che sentito per la strage di via D’Amelio rispose ai Pm attoniti: “Vi sembrerà strano ma, seppure vi fossero state le stragi, la priorità in quel momento storico era la gravissima crisi economica”.

“E proprio sulla grave crisi economica – ha concluso Marino – la mafia è riuscita a far credere ai cittadini che era una risorsa e tanti cittadini e politici ci hanno creduto fino al disastro che è davanti ai nostri occhi, per questo, cari giovani, ribellatevi a questa logica per non essere dei supporter della criminalità organizzata”.
Interessante il dibattito che ne è seguito con interventi e contributi da parte dei ragazzi delle scuole.
Cristina Chiaramonte della Don Milani ha puntato il dito contro i “continui episodi di corruzione pubblica che si verificano in tutte le regioni d’Italia”.
“La legalità – per il giovane Eric Zuccarello – è un concetto bellissimo e nobile ma per certi versi astratto”. “Per quale motivo – si chiede – un cittadino senza lavoro dovrebbe rispettarla quando lo Stato non fa niente per aiutarlo?”.
“Perché – si chiede Vanessa Zuccarello – ancora oggi si parla di organizzazione criminale quando lo Stato sarebbe dovuto intervenire in maniera definitiva dopo la morte di Falcone e Borsellino?”
Per Milena Lauria: “La giustizia spesso non raccoglie i frutti perché frenata dalla burocrazia, è il caso di procedimenti contro i criminali, anche piccola, che continuano a far parte della vita cittadina”.
Infine Cristina Drago dell’Istituto Ponte chiede “alla magistratura d risolvere in modo definitivo il problema della corruzione politica che tanto danno ha arrecato all’economia del paese”.

La giornata dedicata alla legalità si concluderà alle ore 21,00 in Piazza Garibaldi con il concerto “Suoni contro le mafie” al quale parteciperanno i gruppi “Anzikitanza” e “Radici nel cemento”.
“Abbiamo voluto chiudere con un concerto – dice l’assessore Nicola Giaquinta – per creare un momento gioioso nel cuore della città, per ritrovarci tutti insieme in un grande abbraccio di musica e parole non solo per ricordare, ma per guardare uniti al futuro, provare a ritessere un filo troppe volte interrotto e affermare con forza l’impegno comune per la legalità”.
Salvo Reitano
da: comune.palagonia.ct.it

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