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Omicidio Mormile: legale familiari, sentenza che cancella le nefandezze del rito ambrosiano con vittima la memoria di Umberto

(AGI) – Milano, 15 mar. – “La sentenza di oggi è un passo avanti per il doveroso riconoscimento di Umberto Mormile come fedele rappresentante dello Stato, ucciso perché diventato pericoloso testimone e ostacolo delle relazioni e delle cointeressenze criminali fra il boss Domenico Papalia ed esponenti del Sisde. Nel fascicolo definito oggi c’è la prova dei tanti favori istituzionali di cui ha goduto il boss Domenico Papalia, favori dei quali si sono resi protagonisti tanti soggetti istituzionali, anche magistrati, dei quali oggi conosciamo nomi e cognomi”. Lo dichiara all’AGI l’avvocato Fabio Repici, legale di parte civile dei familiari di Umberto Mormile, dopo la condanna del Tribunale milanese ai pentiti Foschini e Salvatore Pace. “In questo la sentenza di oggi, della quale aspetteremo con ansia la motivazione, potrebbe – sottolinea l’avvocato – avere un valore storico, di cancellazione delle tante nefandezze del rito ambrosiano che hanno visto vittima la memoria di Umberto Mormile. Già le sentenze di primo e secondo grado del processo Ndrangheta Stragista hanno avuto il merito di fare piena luce fin nei dettagli sull’omicidio di Umberto Mormile, sulla causale di quel delitto e sulla genesi della sigla criminale Falange Armata nata su input dei servizi segreti proprio sulla pelle di Umberto Mormile. Il mio pensiero affettuoso e deferente oggi va, oltre che alla memoria di Umberto Mormile, a Daniela, Nunzia e Stefano, figlia e fratelli di Umberto, che ho avuto l’onore di assistere e che mi consentono di essere orgoglioso della mia professione”. (AGI)

 

 

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