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Nuove frontiere di legalità: il progetto al carcere di Pavia

10 Aprile 2018

di Agende Rosse Milano gruppo Peppino Impastato-Adriana Castelli

E’ stata una vera e propria sfida quella accolta dal gruppo milanese di Agende Rosse che, a partire da febbraio, per sei incontri, si è recato alla casa circondariale di Pavia “Torre del gallo” per parlare ai detenuti di giustizia, dei magistrati e della trattativa. Accolti con entusiasmo, gli attivisti del movimento hanno chiacchierato liberamente  e si sono confrontati con un gruppo selezionato di circa una ventina di reclusi, iscritti alla scuola interna alla struttura, che hanno partecipato in modo attivo ai momenti di riflessione collaborando per la buona riuscita del progetto.

Un percorso che, partito su richiesta delle educatrici del carcere, ha puntato l’attenzione sui concetti di fallibilità e sulla presa di coscienza delle diverse strade che la vita ci pone davanti: spetta a ciascuno di noi decidere  quale percorrere.

Non sono mancati momenti di convivialità tra cui la partecipazione serale allo spettacolo della compagnia interna alla casa circondariale e il buffet allestito in occasione dell’ultimo incontro, avvenuto all’inizio di aprile.

Per l’occasione è stata allestita e spiegata la mostra “1,10,100 agende rosse…” del quale libretto è stato omaggiato ciascun partecipante: anche questi ultimi hanno voluto fare un grosso regalo agli attivisti del movimento con i quali è nato subito un rapporto di reciproco rispetto e collaborazione. Alcuni di loro stanno infatti creando un fumetto dedicato a don Pino Puglisi che presenteranno agli amici milanesi verso fine maggio quando, con tutta probabilità, entrerà nella struttura per portare il suo saluto Salvatore Borsellino.

Uno dei detenuti ha poi scritto di sua mano una poesia che ha consegnato ai componenti di Agende Rosse Milano:

INEVITABILE CONTO

Tu, che tanto t’umiliasti

perchè in quella vita entrasti.

Vile fu il tuo coraggio

ti confrontasti con nessuno

se non con lo stesso che ti tradì.

Sei semprer stato braccato

dalla tua stessa malvagità

e pur pregando IDDIO,

sei sempre stato nello sperar.

I morti non torneranno

ma nella sorte ti aspetteranno,

e pur in quel momento

occasione avrai

per morir sereno.

Loro nell’altro mondo

ridendo ti spiano,

dolori e pene non t’abbandoneranno

ma, ti toccherà spaziar

in quale precipizio cascar.

Una voce lontana da te,

ti sussurrò,

“Mai morirò”,

a bocca aperta ti lasciò.

Quando lì sarai,

solo,

tremando con il tuo peccato,

non sarai più svegliato.

                                                P.P.

 

 

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