Caltanissetta, 9 apr. – “Davanti alla palazzina di via d’Amelio 19, poco prima della strage, c’erano dei fusti di latta contenenti materiale edili e spesso degli operai addetti alle linee telefoniche”. Lo ha affermato Cecilia Fiore, figlia di Rita Borsellino e nipote del magistrato ucciso, che ha deposto in Corte d’Assise a Caltanissetta nel processo Borsellino quater. “I fusti – ha aggiunto – erano due e uscendo dal cancello dello stabile erano collocati a sinistra, all’altezza in cui venne piazzata l’autobomba”. La teste ha riferito che nei giorni precedenti all’attentato in ui morirono con il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, noto’ anche un furgoncino bianco che sosto’ per qualche giorno in via D’Amelio. Cecilia Fiore, che al momento della strage si trovava in campagna con il resto della sua famiglia, ha specificato poi che spesso si recava anche nell’abitazione di una vicina, la signora Vitale, che svolgeva in casa il lavoro di estetista. Da quel’appartamento c’era una perfetta visione della strada. “Poi dai giornali – ha detto – ho appreso che il marito era rimasto coinvolto in fatti di mafia“.
(AGI)

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