News in esclusiva sul libro di Gioacchino Genchi
Prima ha incassato in silenzio, con stile, rispondendo a mezze parole, lasciando intendere di sapere ma di non poter dire, per professionalità, per correttezza verso le istituzioni che rappresenta. Poi ha trovato sulla sua strada uno che di casi complicati ne mangia a colazione e a volte pure a mezzogiorno. Dall’incontro tra Gioacchino Genchi ed Edoardo Montolli è nato un libro che, a quanto pare, è appena stato completato ed è già stato avviato alla revisione e alla lettura da parte dei legali e dell’editore. Il consulente dell’autorità giudiziaria, infatti, ha scritto sul suo «status» di Facebook: «Ieri, con l’autore, abbiamo ultimato la stesura del libro. Adesso andremo a “sciacquare i panni in Arno”. Dopo la lettura da parte degli avvocati e dell’editore, il libro andrà in stampa. Intanto è “top secret” il titolo. Troverete molte risposte alle vostre domande». Stop. Tirargli fuori altre notizie è impresa fallimentare: Genchi ha affidato alle pagine del volume anni di intuizioni, di deduzioni investigative e tecniche che avrebbero potuto fare luce su molti punti oscuri della Repubblica, primo tra tutti, naturalmente, la strage di Via D’Amelio e l’assassinio di Paolo Borsellino. Rispetto al contenuto, quindi, si sa è solo che il volume, parecchio corposo, percorrerà in lungo ed in largo le vicende che hanno segnato la carriera e la vita di Genchi, dal 1989 fino ai giorni nostri, con dovizia di particolari materiale che sicuramente darà fastidio a molti: quando si tratta di Genchi la cosa appare ormai scontata, pensando alla mole di processi cui ha dato contributo e ai dati analizzati e non accumulati, in vent’anni di servizio. La prefazione invece sarà affidata al «nostro» Marco Travaglio. Il libro, (del titolo, come dice lo stesso Genchi, manco a parlarne), farà parte della collana Yahoopolis di Aliberti, diretta dallo stesso autore Montolli, che dopo aver scritto su gran parte della stampa italiana come giornalista ed essersi ormai saldamente accreditato come scrittore thriller/noir, si imbarca su un battello che sicuramente non gli procurerà nuovi amici. Letto di recente in «Il Grande abbaglio», controinchiesta sulla strage di Erba, Montolli non vuole anticipare nulla sul libro che potrebbe uscire dopo la metà di settembre: «Ho impiegato sei mesi per studiare i documenti e scrivere questo libro. Per farlo ho abbandonato progetti in cantiere e pure alcuni in corso». Stop. Non rimane che aspettare e gustarsi l’aperitivo di reazioni che solo la notizia del libro susciterà in chi ha il carbone completamente fradicio, chi in questi anni ha messo i bastoni tra le ruote del consulente più temuto d’Italia: parliamo di politici, magistrati e pure giornalisti. Non il libro dell’anno, dunque, ma quello del ventennio.

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