22 agosto 2011Chiediamo cortesemente, ma con forza, allo Stato di munire di tendina il gabinetto turco di cui deve fare uso giornalmente Antonio Iovine, boss dei Casalesi, detenuto in regime detentivo speciale di 41 bis in Sardegna. Chiediamo altresì che Antonio Iovine, il capo Camorra che ha contribuito a ridurre la Campania e l’Italia ad uno sfruttamento senza pari, sia trasferito in una cella 4 x 4 ovvero 16 metri quadri, così come sono le stanze dei nostri invalidi all’80% della capacità lavorativa ai quali viene oggi negata la pensione a loro spettante per legge, la 206 del 2004. Camera da letto, quella di molti degli invalidi per strage mafiosa terroristica ed eversiva, dove passano il resto della loro vita, senza tendine per isolamento al momento dei propri bisogni, in quanto affidati in quei momenti alla cura degli altri, ovvero quello stato in cui parlare di dignità umana è come parlare di cielo stellato al cieco. Chiediamo tutto ciò di modo che i deputati Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco si mettano il cuore in pace e dormano sonni tranquilli rispetto ad un capo mafia che i sonni tranquilli li ha tolti a tanti in questo Paese. Chiediamo altresì a chi di dovere, di essere ammessi ad un giro di visite in carcere ai detenuti a 41 bis, visite a coloro che in questo Paese hanno reso la vita dei nostri parenti e la nostra un inferno senza pari. Chiediamo tutto ciò, perché dei politici non ci fidiamo, ce lo hanno insegnato i collaboratori di giustizia durante il recente processo Tagliavia con le loro deposizioni, mentre parlano di soldi passati dalla mafia ai partiti in cambio di favori. Con la nostra visita in carcere, ai detenuti in regime di detenzione speciale, vogliamo vedere con i nostri occhi se è vero quello che i nostri politici ci sciroppano ogni anno a ferragosto quando vanno in carcere a visitare i detenuti al 41 bis.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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