La domanda del pubblico ministero è secca. Recita: “Chi ha ucciso il dottor Caccia?”. Chiara la risposta del collaboratore di giustizia Vincenzo Pavia: “Se parlo dell’omicidio Caccia devo coinvolgere carabinieri e magistrati, per il momento non mi sento sicuro”. È il 4 dicembre 1995. Bruno Caccia, ex procuratore capo di Torino, è morto già da 12 anni, ucciso la sera del 26 giugno 1983 in via Sommacampagna vicino casa.
VINCENZO PAVIA parla nel 1995, anno in cui il presunto boss della ’ndrangheta Mimmo Belfiore è già stato condannato in via definitiva all’ergastolo come mandante dell’omicidio. Trentadue anni dopo, l’Antimafia di Milano (Procura competente per i magistrati di Torino), coordinata dall’aggiunto Ilda Boccassini, arresta Rocco Schirripa detto Barca, medio calibro delle ’drine piemontesi. L’ordinanza riassume in 108 pagine il caso. Decisive le intercettazioni ambientali in casa Belfiore, una lettera anonima (scritta dalla polizia) dove si fanno i nomi degli esecutori (tra cui Schirripa), ma soprattutto gli interrogatori di Pavia, che è anche il cognato di Belfiore. Non tutti i verbali vengono riportati nell’ordinanza, ma solo quelli dove viene fatto il nome di Schirripa.
I LEGAMI tra certi magistrati di Torino e l’entourage di Belfiore erano emersi all’inizio degli anni 80 con l’arrivo di Caccia a capo della Procura. In quel momento il milieucriminale è una rete che tiene dentro criminali locali, mafiosi e magistrati. Caccia lo comprende e oltre a tagliare i rami malati, avvia indagini che colpiscono interessi forti. Su tutti, quello che ruota attorno ai casinò e che apre la pista di Cosa nostra. Un’ipotesi che emerge dai fascicoli sul processo Caccia e dagli esposti dell’avvocato Fabio Repici (legale della famiglia del procuratore) che nell’estate 2015 danno avvio all’ultima inchiesta. Le parole di Pavia e il suo verbale dimenticato riportano così in primo piano queste piste, oltre a quella accertata giudiziariamente di Belfiore, per individuare i mandanti della dell’unico magistrato ucciso mafia nel Nord Italia.
Davide Milosa

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