di Carla Tocchetti – 4 giugno 2014
La lettura è una opportunità che tutti gli agenti educativi dovrebbero cogliere, a partire dagli insegnanti nelle scuole, perché di trattativa Stato-Mafia non si parla ancora abbastanza: a testimoniarlo a Travedona (VA) il giorno della festa della Repubblica le Agende Rosse varesotte, durante la cerimonia di intitolazione della sala delle “partecipazioni” a Falcone e Borsellino, alla presenza di autorità e testimoni.
Il Movimento delle Agende Rosse nasce “per iniziativa di cittadini che chiedono piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992, nella quale furono uccisi il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli”, dice Salvatore Borsellino, fratello del giudice, ispiratore del Movimento. Le iniziative incoraggiano “la parte migliore delle Istituzioni nella ricerca della piena verità sui moventi e mandanti della strage di via D’Amelio, e tutti i rappresentanti dello Stato vittime di campagne di delegittimazione, oltre che a rischio della stessa vita per aver scelto di rendere viva la Costituzione nella propria professione”.
Il Movimento sostiene i Magistrati del Pool di Palermo che indagano sulle stragi del ‘92/ ’93, per far luce sulla presunta Trattativa Stato – Mafia, procedendo con estrema fatica attraverso omissioni, carenze investigative e minacce: le Agende Rosse sostengono, con una petizione online, anche Nino Di Matteo, il magistrato che, dopo avere scoperto i nascondigli dei boss mafiosi, vive sotto la minaccia di morte da parte di Totò Riina.
“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, diceva Paolo Borsellino, auspicando una strategia culturale e sociale nella lotta contro la mafia. “Il vento del cambiamento è finalmente tangibile”, rilancia lo scrittore varesino Massimiliano Comparin, recentemente ospite del Ministero della Istruzione, Università e Ricerca alla manifestazione del 24 maggio a Palermo, anniversario della morte del giudice Falcone, della moglie e della sua scorta. “Sono sempre di più gli insegnanti che lavorano con i ragazzi alla costruzione di un patto civile, con un senso di responsabilità sociale che va oltre il dovere scolastico”. Per la lettura drammatizzata di estratti del suo inedito “Dita di Polvere”, musicata dai ragazzi del Conservatorio di Palermo, Comparin era in prima fila in piazza Magione con Caterina – insegnante dell’ISIS di Gazzada (VA) – che ha partecipato con i ragazzi della sua classe al concorso per salire sulla Nave della Legalità, arrivata al porto di Palermo la mattina del 24 con millecinquecento ragazzi, accompagnati dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, e da Rosi Bindi – Presidente della Commissione Nazionale AntiMafia -.
Caterina, pur non essendo la classe stata ammessa al viaggio della Nave, ha deciso di partecipare a sue spese alla giornata commemorativa. “Palermo è una città difficile, ma la mafia esiste anche al Nord, e basta seguire “l’odore dei soldi” per capire dove si infiltra”, aggiunge Comparin. L’autore di “Econosofia” – pièce incentrata sulla necessità di una educazione alla legalità finanziaria a partire dai più giovani, rappresentata anch’essa al Teatro Politeama – ha devoluto i diritti dello spettacolo all’organizzazione della giornata palermitana.
Spira aria di consapevolezza, di fiducia: cultura batte mafia. Annetta e Gianko si battono anche da una frequentatissima pagina Facebook dedicata alle Agende Rosse varesotte: “Il nostro compito è spiegare alle nuove generazioni tutto il nostro sapere, perché sono loro che dovranno tenere viva la memoria”.
Per approfondimenti:
https://www.facebook.com/groups/121665577870779/?fref=ts
www.19luglio1992.com
da: Labissa.com

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