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Movimento Agende Rosse: ‘Vicini ad Ingroia e a chi vuole la verità’

26 settembre 2012. Si è giunti ad un punto in cui è fondamentale prendere una posizione netta a favore della magistratura inquirente che a Palermo sta portando avanti tra mille ostacoli l’indagine sulla trattativa stato-mafia, trattativa che non è ‘presunta’ bensì certa perché la sua esistenza è stata accertata in sentenze passate in giudicato.

In un comunicato stampa emesso dal gruppo Magistratura democratica si sottolinea per i magistrati ‘l’inopportunità della ricerca esasperata di esposizione mediatica anche attraverso la sistematica partecipazione al dibattito’. Anche se nel comunicato non se ne fa il nome, il destinatario è Antonio Ingroia, ‘reo’ di aver partecipato assieme a Nino Di Matteo e Giancarlo Caselli ad un pubblico incontro alla festa del Fatto Quotidiano.

 

Vogliamo far capire che ciò che il comunicato definisce ‘consenso’ è in realtà partecipazione. Si tratta di desiderio di partecipazione che 150.000 cittadini hanno espresso di loro volontà apponendo una firma all’appello lanciato dal Fatto Quotidiano a sostegno dei pm di Palermo.

Noi cittadini abbiamo bisogno di verità e per averla abbiamo bisogno di uomini liberi. Liberi di esprimersi e di agire. Questo è il motivo per cui sosteniamo il pool che indaga sulla trattativa Stato-mafia.

Noi sappiamo da che parte stare, l’abbiamo dimostrato con le firme e con le varie iniziative a loro sostegno. Grazie a quegli incontri oggi abbiamo una società sveglia, abbiamo ridato voce, anima, occhi a Paolo Borsellino. Ciò è stato possibile grazie all’impegno professionale di magistrati come Ingroia, Di Matteo, Francesco Del Bene e Lia Sava.

Lasciate i pm liberi di agire di esprimersi, lasciate che questo Paese recuperi quella dignità che ci è stata tolta vent’anni fa. La fiducia in loro passa anche da questo.

 

Le recenti minacce di morte indirizzate al dott. Ingroia non fanno che accrescere la nostra preoccupazione. Esprimiamo nei suoi confronti la nostra più sentita vicinanza.

Invitiamo pertanto tutte le Istituzioni a sostenere in ogni modo possibile chi conduce le difficili inchieste sulle stragi del 1992-93 e ad evitare atti e dichiarazioni che, anche indirettamente, possano contribuire ad accrescere l’isolamento di chi compie semplicemente il proprio dovere per accertare le responsabilità penali degli autori di quei crimini efferati.

 

Movimento Agende Rosse

Telefonata choc in tribunale: “Ingroia morirà”

Rafforzata la scorta al procuratore aggiunto. Una chiamata anonima ha fatto scattare misure di sicurezza straordinarie attorno al magistrato che coordina l’inchiesta sulla trattativa mafia-Stato.

Lunedì mattina, una telefonata anonima al centralino del palazzo di giustizia di Palermo ha annunciato: “Ingroia morirà”.
Un uomo, dal marcato accento siciliano, ha parlato di un progetto di attentato nei confronti del procuratore aggiunto che coordina l’inchiesta sulla trattativa mafia-Stato. L’allarme è scattato immediatamente: la questura ha deciso un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno al magistrato, che segue anche le indagini su uno dei clan mafiosi più potenti della città, quello di San Lorenzo-Resuttana.
Secondo quanto risulta a Repubblica, la scorta del procuratore aggiunto sarebbe stata potenziata anche con un apposito servizio di bonifica antibomba. Ingroia ha annunciato ieri pomeriggio di aver chiesto una proroga alle Nazioni Unite, per posticipare ancora di quindici giorni l’inizio del suo incarico in Guatemala: il magistrato resterà in Sicilia sino a fine mese, anche per partecipare alla prima udienza davanti al gup Piergiorgio Morosini, per l’inchiesta trattativa mafia-Stato. Poi, dovrebbe trasferirsi in Sud America per ricoprire l’incarico di responsabile di una unità investigativa che opera all’interno di una commissione Onu.

di Salvo Palazzolo – 26 settembre 2012 (tratto da:
palermo.repubblica.it)

 

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