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Romanelli (SEL, Regione Toscana): ‘Aderiamo all’appello in sostegno di Nino Di Matteo’

di Mauro Romanelli – 13 dicembre 2013

“Piena solidarietà a quest’uomo coraggioso, lo Stato intervenga in sua difesa”.

“In un imbarazzante silenzio istituzionale, da oltre un anno – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli – il pm Nino Di Matteo, che sostiene l’accusa nel processo sulla trattativa Stato – mafia, è minacciato di morte proprio per quel processo e per le indagini collegate tuttora in corso”. “Questo coraggioso Pm, da diciannove anni sotto scorta, da più di un anno è vittima di dossier e lettere anonime, che annunciano la sua morte, così come sono recenti le intercettazioni del boss mafioso Riina riguardo ad attentati clamorosi”.
 
“E’ gravissimo che l’11 dicembre 2013 Di Matteo non abbia potuto partecipare per motivi di sicurezza, all’udienza milanese del processo sulla trattativa, proprio quella dedicata all’audizione di Giovanni Brusca: non era mai successo a un magistrato antimafia, neanche nell’anno terribile del 1992”. “E in questo mesi a essere minacciati sono stati altri Magistrati palermitani e l’avvocato di tanti familiari di vittime di mafia Fabio Repici”.
 
“Lo Stato, nelle sue più alte cariche, deve intervenire, esprimere reale vicinanza e mettere in campo urgentemente provvedimenti per la tutela dell’incolumità dei magistrati minacciati dai boss mafiosi”.

 
“Ricordando le parole di Falcone: “si muore generalmente perché si è lasciati soli”. Accolgo perciò l’appello del Movimento Agende Rosse e auspico che da tutta Italia giungano messaggi di solidarietà: deve essere forte il segnale che tutti i tentativi di sfidare la sovranità dello Stato, minacciando la vita dei suoi uomini più esposti e preziosi, di attentare al diritto alla convivenza pacifica e alla legittima pretesa di giustizia e verità della comunità, non saranno tollerati e saranno repressi con tutti gli strumenti a disposizione in uno Stato di diritto”.
 
“Presenterò una mozione in Consiglio Regionale affinché la Regione Toscana faccia sentire la sua autorevole voce in questa vicenda che riguarda i fondamenti della democrazia italiana”.
 
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Mozione. Oggetto: “Solidarietà a Pm Di Matteo”
 
Il Consiglio Regionale
 
 
Ricordato che da oltre un anno il pm Nino Di Matteo, che sostiene l’accusa nel processo sulla trattativa Stato – mafia, è minacciato di morte proprio per quel processo e per le indagini collegate tuttora in corso;
 
Ricordato che il pm Di Matteo, da diciannove anni sotto scorta, da più di un anno è vittima di dossier e lettere anonime, che annunciano la sua morte, così come sono recenti le intercettazioni del boss mafioso Riina riguardo ad attentati clamorosi;
 
Ricordato che il giorno 11 dicembre 2013 il pm Di Matteo non ha potuto partecipare per motivi di sicurezza, fatto mai accaduto a un magistrato antimafia, neppure nell’anno terribile del 1992, all’udienza milanese del processo sulla trattativa, proprio quella dedicata all’audizione di Giovanni Brusca;
 
Ricordato che altri inquietanti e non meno preoccupanti episodi di analogo contenuto hanno interessato Magistrati della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo e di altri Uffici e l’avvocato di tanti familiari di vittime di mafia Fabio Repici;
 
Ricordata la frase “Si muore generalmente perché si è lasciati soli” di Giovanni Falcone, espressa poco tempo prima di morire;
 
Ricordato l’appello del Movimento Agende Rosse;
 
Considerato di grande importanza che da tutta Italia giungano messaggi di solidarietà per lanciare il segnale che tutti i tentativi di sfidare la sovranità dello Stato, minacciando la vita dei suoi uomini più esposti e preziosi, di attentare al diritto alla convivenza pacifica e alla legittima pretesa di giustizia e verità della comunità, non saranno tollerati e saranno repressi con tutti gli strumenti a disposizione in uno Stato di diritto;
 
Considerata la necessità dell’adozione immediata di urgenti provvedimenti per la tutela dell’incolumità, rispettivamente, dei magistrati minacciati da Totò Riina e dell’avvocato Repici minacciato da Rosario Cattafi.
 
Esprime
solidarietà al Pm Di Matteo e a tutti colori minacciati dalla Mafia
 
Invita
il Presidente del Consiglio Regionale e il Presidente della Regione ad aderire all’appello del Movimento Agende Rosse, dando la possibilità al Movimento stesso di esporre dai palazzi istituzionali uno striscione che riporti la frase di Falcone “Si muore generalmente perché si è lasciati soli” e “La Regione Toscana non lascia soli i PM di Palermo”;
 
Impegna il Presidente della Giunta a sollecitare al Governo dell’adozione immediata di urgenti provvedimenti per la tutela dell’incolumità, rispettivamente, dei magistrati minacciati da Totò Riina e dell’avvocato Repici minacciato da Rosario Cattafi.
 
 
Mauro Romanelli


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