Giovedì scorso, durante un incontro coi liceali di Forlì, una ragazza coetanea di Melissa Bassi mi ha chiesto: “questa Sacra corona unita, che non sapevo della sua esistenza, è pericolosa?”. Un altro giovane ha domandato: “ma se la mafia non spara più, vuol dire che è scomparsa?“. Infine, un’altra ragazza: “si riuscirà a sconfiggere la mafia definitamente come ha auspicato il giudice Falcone?“.
Ho risposto che tutte le mafia sono pericolose, anche se la Sacra corona unita è strutturata in modo diverso dalle altre. Ossia Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra. La mafia, in questo momento, sta adottando un roboante silenzio, perché ha bisogno di riorganizzarsi dopo gli arresti di capi e gregari. La mafia non avrà fine e quindi sono in disaccordo col giudice Falcone: la mia valutazione nasce dall’esperienza e conoscenza del fenomeno che risale a quando portavo i calzoni corti. Tuttavia, per quanto mi riguarda, posso dire che negli anni 80, mentre noi tentavamo di chiudere le porte allo strapotere mafioso, il potere politico apriva i portoni, consentendo a Cosa nostra di acquisire enorme potere distruttivo.
Ecco, ho voluto ricordare questo incontro perché in quei ragazzi liceali ho rivisto Melissa, con la piena gioia di sapere e di vivere. Consci del necessario percorso di legalità. per fare parte di una società fondata sull’etica e sulla morale.
È ancora presto per dare motivazioni e nomi agli attentatori, però devo necessariamente denunciare la latitanza del potere politico o ancora peggio sottovalutazioni del potere micidiale delle mafie o del terrorismo.
Per anni, come al solito, ci hanno propinato con enfasi che la battaglia contro le mafie è prossima ad essere vinta, soltanto perché gran parte del gotha mafioso era stato assicurato alla Giustizia. Balle! Per anni ci hanno detto che il terrorismo nostrano era stato annientato. Altra balla!
Per oltre vent’anni ci hanno illuso che i responsabili della strage di via D’Amelio erano stati tutti assicurati alla Giustizia. Invero, scopriamo che erano innocenti e che la lapalissiana manipolazione del pentito Scarantino à stata incamerata nella stanza dell’oblio, e cioè nel dimenticatoio: normalità agghiacciante.
È dal 1981 che il mio cuore è lacerato, ferito dalle morti di Pio La Torre, Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, i miei cinque colleghi della mia stessa sezione antimafia della Squadra mobile di Palermo, per poi giungere agli anni 92/93 con le stragi di Capaci, via D’Amelio, Milano. Firenze e Roma. Non ho più lacrime da versare: le ho esaurite.
Mi spiace Melissa, sono addolorato per la tua morte e il ferimento delle tue coetanee, ma non riesco più a piangere, semplicemente perché non ho più lacrime. E il mio prosciugar di lacrime, lo addebito a quel mondo politico che non ha voluto combattere le mafie, talchè succhiava dal seno mafioso, invece di annientarle. Pure per il terrorismo si è cercato di minimizzare, salvo poi scoprire che una frangia era operante e l’hanno dimostrato con gli omicidi del senatore Roberto Ruffilli e Marco Biagi. In ultimo l’attentato di Genova contro Adinolfi.
Ieri, chi mi ha incontrato ha visto in me un uomo desolato, ma non smarrito, perché sento in cuor mio che questo grande Paese, colmo di uomini onesti, ma di tanti politici disonesti, ce la può fare a risollevare la testa. Sono certo che lo faremo in memoria di tutti i martiri, periti dalla crudeltà mafiosa/terroristica e segnatamente per Falcone e Borsellino.
Politici disonesti, avete soltanto un atto conseguenziale da compiere: dimettervi e riparare in quegli antri bui a voi congeniali.
Non ho più lacrime da versare e quindi cara Melissa scusami, CIAO!
Pippo Giordano
da: SocialSicilia.it


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