Non so se riusciranno mai a portare in aula questa indagine appena chiusa, la così detta “trattativa”, sicuramente “nell’interesse dello stato” vorranno mettere tutto a tacere, è troppo imbarazzante, è troppo sporco. E’ un’indagine che porta troppo in alto. Avete visto come anche all’interno del “palazzo di giustizia” qualcosa sta vacillando? C’è chi non voleva indagare Mancino, Conso (“ma come si fa è un galantuomo”), l’agghiacciante coro di molti magistrati… La storia della nostra terra è piena di galantuomini che hanno e che continuano a rovinare il nostro paese, anche con il solo silenzio, c’è chi, nonostante la carica, non ha firmato. Non credo sia un problema capire se qualche firma era necessaria o no, sicuramente sarebbe stato un gesto di conforto a quei magistrati che questa inchiesta la devono portare avanti, nel silenzio di tanti, nell’indiferenza di molti colleghi. Frega un cazzo, scusatemi l’espressione. In questa brutta storia la verità non può permettersi simili pregiudizi o paletti. Quando per la prima volta parlai del Senatore Mancino come uno dei possibili referenti della trattativa, lo stesso era ancora presidente del CSM. Credetemi non era un dettaglio di poco conto per chi come me si trovava al primo grado di giudizio in un processo come quello della famosa “caccia al tesoro”. Accusare di un simile comportamento il capo dell’organismo di controllo dell’ intera magistratura era un tantino avventato come comportamento. Anche i miei legali di allora mi chiesero se fossi diventato scemo o altro. Mi sarei messo contro tutte le procura d’Italia: “ma vuoi che Mancino non abbia amici all’interno della magistratura? Ma pensi che non ti farà condannare solo per poi potere affermare che chi lo accusa altro non è, che un pregiudicato, il figlio di un ex sindaco mafioso?”
Mi ha pure querelato per calunnia a Palermo ed anche a Caltanissetta. Ma forse sbagliando, dovevo percepire i primi segnali, non mi sono fermato, sono andato avanti. Sono stato condannato in quel processo, sono stato giudicato come l’unico su cinque figli chiamato a rispondere del reato di riciclaggio. Ho avuto qualche esitazione, non lo nascondo, veramente tante, in più giornali si parlava di dichiarazioni di Ciancimino junior fatte a rate, o peggio, con i suoi comodi, facile giudicare con il “culo degli altri”, parlare di rateizzazione con la pelle delle persone… Ma non mi sono fermato ugualmente, sono andato avanti, certamente con i miei tempi, i tempi della paura e della consapevolezza di rimanere da solo in questa impresa dai toni ed aspetti sempre più titanici. Poi le intercettazioni di Verona, una grande cazzata mia, un grande scivolone, ma prontamente e suggestivamente riportato dal maggior quotidiano nazionale, il Corsera, il tutto ad appena tre giorni dal accaduto. Casualità, lasciamo i complotti ad altri. Il giorno dopo , casualmente, la fuga di notizie in merito alle mie “presunte“ accuse al capo dei sevizi segreti, Dott. Gianni De Gennaro, e via con la calunnia… Calunnia tanto sollecitata da Napolitano in persona ai procuratori di Caltanissetta. Chissà perché, quando hanno problemi, taluni privilegiati potenti chiedono aiuto subito nientemeno che al Presidente Napolitano. Poi l’arresto, unico caso in Italia, poi ancora, la storia della dinamite, anche quella ricostruita dai media come un mio folle gesto mirato ad ottenere la giusta attenzione da parte della stampa e degli inquirenti, o come ancora peggio ipotizzato dai più accaniti studiosi di mafia, il tentativo di distruggere la mia già fragile credibilità come teste. Il tutto mentre venivo descritto da giornali e tv come un pazzo, un criminale, che seppelliva nel proprio giardino di casa svariati candelotti di dinamite e per lo più pronti all’uso. Altra inchiesta, un altro arresto. Ma nonostante tutto non mi fermerò, non mi sono fermato allora, non lo farò adesso, andrò avanti.
Speriamo non mi fermino loro ed in altro modo.

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