23 ottobre 2025 – Il Movimento delle Agende Rosse denuncia la distorsione del verdetto della Cassazione e stigmatizza l’attacco al giornalismo d’inchiesta, ultimo baluardo contro l’impunità.Il Movimento delle Agende Rosse esprime la sua ferma condanna per la narrazione veicolata da gran parte della stampa italiana in seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione riguardante Marcello Dell’Utri e resa nota dall’ANSA in data 18 ottobre 2025.
La Bugia sul Verdetto: La Negazione della Storia Giudiziaria
Numerose testate, tra cui Il Giornale, Libero, Il Foglio, La Verità, Corriere della Sera (salvo modificare il titolo in corsa), la Repubblica (aggiustando il tiro successivamente) e Il Tempo, hanno titolato in modo univoco, affermando che la Cassazione avrebbe “escluso qualsiasi legame” o “smontato le bufale” sui rapporti tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra.
Questa narrazione è una palese e vergognosa distorsione della realtà processuale per i seguenti motivi:
1. La sentenza di Cassazione riguarda richieste di prevenzione nei confronti di Marcello Dell’Utri: la Corte di Cassazione si è espressa unicamente sulla inammissibilità del ricorso della Procura generale di Palermo contro la precedente sentenza di Corte di Appello che respingeva la richiesta di confisca dei beni e di sorveglianza speciale nei confronti di Marcello Dell’Utri. Il rigetto del ricorso è avvenuto perché la Corte ha ritenuto non provata l’accusa specifica di riciclaggio di denaro mafioso nel patrimonio di Dell’Utri, ma la Corte non ha smentito l’esistenza dei legami di Dell’Utri con Cosa Nostra.
2. Il legame con la mafia è già “cristallizzato”: la Cassazione stessa, con la sentenza definitiva di condanna a 7 anni per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa a carico di Marcello Dell’Utri (9 maggio 2014), ha cristallizzato e accertato che l’ex senatore è stato il garante di un “accordo di reciproco interesse tra Cosa nostra… e l’imprenditore Silvio Berlusconi”. La stessa sentenza del 2014 stabilisce che l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore era stata l'”espressione dell’accordo concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri”.
L’utilizzo di titoli come “La Cassazione spegne le bufale su mafia e Berlusconi-Dell’Utri” equivale a un inaccettabile “colpo di spugna” sulla storia processuale italiana e a un tentativo di riscrivere i fatti.
Il Vile Attacco al Giornalismo d’Inchiesta
Questo clamore mediatico coincide con un momento estremamente delicato per il giornalismo d’inchiesta, la cui missione è proprio quella di portare alla luce le verità nascoste del potere.
Mentre alcuni media manipolano le sentenze per negare la verità, i giornalisti che continuano a fare il loro dovere, come Sigfrido Ranucci di Report, vengono lasciati soli di fronte a minacce, intimidazioni e tentativi di ostacolo politico.
Il Movimento delle Agende Rosse ritiene che la sistematica opera di disinformazione sul caso Dell’Utri-Berlusconi-Mafia sia funzionale a delegittimare ogni inchiesta che metta in discussione il potere, unendosi al coro di coloro che vorrebbero silenziare voci come quella di Ranucci e i pochi che ancora fanno vero servizio pubblico.
La Verità Negata: Il Dovere di Rispettare i Fatti
Il Movimento delle Agende Rosse non arretra di fronte a questa operazione di riscrittura della storia.
Non possiamo tollerare che una sentenza circoscritta venga utilizzata per negare una verità processuale già acquisita. Esigiamo che la verità processuale sia rispettata e che venga garantita la piena libertà e sicurezza dei giornalisti che si espongono per il bene del Paese.
Movimento delle Agende Rosse

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