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Manfredi Borsellino: “Mio padre non avrebbe accettato”

Manfredi Borsellino, suo padre sapeva che Ciancimino trattava con la mafia?
Non lo so, ma posso immaginare quale sarebbe stata la sua reazione. Si sarebbe opposto con tutte le sue forze a qualsiasi ipotesi di trattativa con Cosa Nostra, che gli aveva sottratto nel corso di un decennio tutti i suoi migliori colleghi e collaboratori. E avrebbe perseguito penalmente chiunque avesse anche solo tentato di “scendere a patti” con criminali, tanto più che qualsiasi accordo avrebbe contemplato la figura di un garante “politico”, che agli occhi di mio padre sarebbe stato non altro che un complice, correo di tutta Cosa Nostra.

Era soddisfatto di come veniva affrontato il dopo Capaci?
Era ansioso di essere ascoltato come “persona informata dei fatti” dai suoi colleghi di Caltanissetta titolari dell’inchiesta. Come è noto, però, in quei 57 giorni che intercorsero tra la morte di Falcone e la sua, egli non fu mai formalmente convocato a Caltanissetta per essere “sentito” in merito alla morte del collega ed allo scenario in cui era maturata.


Sandra Amurri (
Il Fatto Quotidiano, 11 ottobre 2009)

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