L’omicidio di Giuseppe Cusumano, pregiudicato 34enne, assassinato in pieno giorno a Partinico e le reiterate minacce a Pino Maniaci, mi costringono ad affermare che le persiane delle case siciliane si sono nuovamente socchiuse. E sì! Appare inverosimile che dopo una stagione di cambiamento, dove sembrava soffiasse una brezza liberatoria di certi arcaici comportamenti, si ripiombi a quell’odioso atteggiamento omertoso tanto caro ed apprezzato dai signori mafiosi. Spesso, in occasione di scambi d’opinione, ho sempre storto il naso quando qualcuno affermava “noi siciliani, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio siamo cambiati”. Mi duole affermare, invece, che non è cambiato proprio nulla e l’omicidio di Partinico lo dimostra, così come le minacce a Pino Maniaci, sono la testimonianza gretta e meschina di chi pascola negli antri bui dell’anonimato. Del resto, avevo già evidenziato in passato, la latitanza della cittadinanza che non ritenne opportuno partecipare alla fiaccolata tenutasi nella città di Partinico. Quindi, non mi stupisco del silenzio di eventuali testimoni che hanno assistito all’omicidio di Cusumano. Ho un metro diverso dai cronisti per misurare taluni eventi e sono un’anticchia (un poco, ndr) navigato per sbalordirmi del silenzio dei particinesi.
Nel periodo della latitanza dei Lo Piccolo, per esempio, erano in molti a Giardinello che si prodigavano a stare con le persiane aperte, che con funzioni di vedette, avevano il compito di intercettare gli “intrusi”
Tuttavia, è innegabile che una parte della società, attraverso associazioni e movimenti, ha davvero compiuto cambiamenti epocali contro Cosa nostra. Ma non basta. Ognuno di noi è chiamato a spalancare le persiane di case per impedire ai signori del male di continuare imperterriti a violentare il cuore dei Siciliani onesti. E, purtroppo ancora oggi c’è chi scrive che “A Cinisi quando c’era Badalamenti, regnava l’ordine”. Idiozie dette in libertà di una mente bisognosa di cure particolari.
Ma quello che è aberrante ed assurdo è aver visto intere famiglie viaggiare in auto con bambini seduti senza protezioni, liberi di muoversi e di affacciarsi dai finestrini. Un bell’esempio di genitori modello. E’ questa la Palermo cambiata?
Ma quello che mi preme rimarcare, al di là delle persiane aperte o chiuse è che, ancora oggi, ci sono individui che decidono di far vivere o far morire una persona. Ma chi sono costoro per emettere sentenze di morte? Talvolta rifletto su quello che è stata la vergogna del Popolo siciliano, causata da un nugolo di individui che è riuscito a sopprimere il sogno di noi Siciliani: avere una terra libera senza il becero comportamento di uomini mafiosi. Ciò si è potuto tragicamente verificare, con la benevolenza di chi aveva l’obbligo di impedirlo, lo Stato.
Vorrei, chiedere al killer di Partinico e ad altri che in passato hanno lastricato di sangue l’amata Terra siciliana, se ora, a sentenza eseguita, si sente pago di aver affermato la sua “superiorità”. Certo, i cosiddetti uomini d’onore erano e sono talmente orgogliosi della loro potenza distruttiva a tal punto da sostituirsi alle Leggi dello Stato.
Ecco, noi tutti dobbiamo impedire a questi signori di continuare a rubarci i nostri sogni. La mia locuzione “persiane socchiuse” è una forzatura per far comprendere che non giova sbirciare e fermare lo sguardo nel recinto del nostro orticello. Rimanere in silenzio, equivale ad accettare supinamente la forza bruta di Cosa nostra. E’ necessario che tutti noi spalanchiamo le persiane e guardardiamo negli occhi i mafiosi: dobbiamo far capire loro che Pino Maniaci non è solo: a Pino va tutta la mia incondizionata solidarietà.
La redazione del sito 19luglio1992.com si unisce a Pippo nell’esprimere solidarietà a Pino Maniaci. Forza Pino!

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