di Adnkronos – 17 gennaio 2014
Torino, 17 gen. (Adnkronos) – Il 19 luglio del 1992 saltava in aria, nel corso di un attentato, l’auto del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta in via D’Amelio a Palermo. Una data che ha segnato il corso della storia della Repubblica italiana. Oggi, alla luce dei recenti fatti di cronaca e delle minacce subite da alcuni pm del processo sulla trattativa Stato-mafia, ci si chiede se i magistrati palermitani siano abbastanza protetti dalle istituzioni. Di questo e di altro ancora si parlerà domani a Torino, in un incontro-dibattito, aperto alla cittadinanza, previsto alle 16, presso il Centro Congressi Santo Volto, Via Borgaro 1.
Verrà trasmesso il docu-film “Caro Paolo” per la regia di Donata Gallo: e’ il racconto per immagini della commovente lettera di denuncia, scritta da Roberto Scarpinato e letta in occasione del ventennale della commemorazione della strage di via D’Amelio. “Caro Paolo -comincia la lettera- oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante il 23 maggio ed il 19 luglio partecipare alle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite -per usare le tue parole- emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà”.
In seguito alla proiezione, sono previsti interventi di
Antonino Di Matteo, sostituto Procuratore di Palermo;
Roberto Scarpinato, Procuratore Generale di Palermo,
Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea,
Salvatore Borsellino, leader del movimento delle Agende Rosse e fratello del giudice assassinato,
Marco Travaglio, vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano”.
Adnkronos
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