IL FRATELLO DEL MAGISTRATO PRESENTA STASERA A LODI IL FILM-DOCUMENTARIO
Da alcuni anni giro l’Italia per parlare di quella che io continuo a ritenere una strage di Stato, com’è stato suffragato da recenti elementi giudiziari». A parlare è Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato antimafia ucciso il 19 luglio 1992 in via d’Amelio a Palermo, insieme agli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo LiMuli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Un attentato che, a diciannove anni di distanza, presenta ancora troppi punti oscuri. Dov’è finita la famosa agenda rossa del giudice? E cosa sapeva Borsellino della trattativa tra Stato e Cosa nostra? Domande che continuano ad affollare la mente del fratello Salvatore, ideatore del sito internet 19luglio1992.co m e del movimento “Agende rosse”, nato per rivendicare il diritto a conoscere la verità su quel periodo, proprio a partire dai fatti di via D’Amelio. Un movimento che ha dato vita anche al filmdocumentario 19 luglio 1992 Una strage di Stato, in programma questa sera (a partire dalle ore 21.30, ingresso gratuito) presso il cinema all’aperto nel cortile del Teatro alle Vigne. L’opera (distribuita in edicola grazie alla collaborazione con Il Fatto Quotidiano), è firmata proprio da Salvatore Borsellino, che animerà anche il dibattito di stasera dopo la proiezione, e Marco Canestrari: due ore di filmato in cui le inchieste giornalistiche (con interventi tra gli altri di Marco Travaglio, Giuseppe Lo Bianco e Nicola Biondo) si sommano alle testimonianze di colleghi come Antonio Ingroia e alle toccanti parole di Salvatore, il tutto per cercare di ricostruire le falle ancora aperte dopo 19 anni di indagini. «In questi anni ho incontrato soprattutto giovani che hanno sete di verità e che vogliono conoscere la realtà del nostro Paese e i motivi per cui ci troviamo in una situazione dal futuro sempre più precario dice Salvatore Borsellino, già ospite a Lodi qualche anno fa durante un incontro nel carvere di via Cagnola. La redazione delsito 19luglio1992.com è composta soprattutto da giovani e da loro è partita l’idea di proderre questo film, che vogliamo possa rappresentare un appoggio ai magistrati che stanno portando avanti le indagini ». A che punto siamo arrivati? «La procura di Caltanissetta sta indagando sulla strage di via d’Amelio e sui depistaggi riscontrati nei primi processi. Quella di Palermo è impegnata sul fronte della trattativa tra Stato e mafia, che io ritengo essere la causa scatenante dell’uccisione di mio fratello. La procura di Firenze indaga invece sulle stragi avvenute fuori dalla Sicilia, come quella di via dei Georgofili (27 maggio 1993 a Firenze, ndr)». Quando emergerà la verità? «Credo che i tempi non possano essere tali perché io possa conoscerla. Penso però che le procure siano sulla strada giusta. Per esempio sembra che la procura di Caltanissetta, grazie a nuovi elementi, abbia individuato altre persone coinvolte nella sparizione del la famosa agenda rossa di mio fratello. Oggi a mio parere ci troviamo in una situazione simile a quella del 1992: un sistema di potere che sta collassando e la necessità di passar e a un altro equilibrio di potere ». E il nome di Paolo Borsellino continua a essere oggi un punto di riferimento per chi ha sete di giustizia, tra i quali tantissimi giovani: «Nella figura di mio fratello i ragazzi identificano il magistrato che ha continuato a fare il suo lavoro fino all’ultimo e a servire lo Stato, nonostante sapesse che sarebbero stati anche pezzi di quello stesso Stato a ucciderlo ».
Fabio Ravera
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VIA D’AMELIO, UNA STRAGE DI STATO
Filmdocumentario di Salvatore Borsellino, Lodi, Cortile del teatro alle Vigne, ore 21.30. Al termine incontro con l’autore
Fonte: Il Cittatino (www.ilcittadino.it)

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