Press "Enter" to skip to content

L’onore dei picciuli e la melma mafiosa

Francesco Ferlaino, Giangiacomo Ciaccio Montalto, Pietro Scaglione, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Bruno Caccia, Rocco Chinnici, Antonio Saetta, Alberto Giacomelli, Rosario Livatino, Antonio Scopelliti, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino.

Ecco, signori politici, leggete per favore l’elenco, perché non si tratta di persone facenti parte di un club esclusivo o di turisti in cerca di emozioni. No! Sono persone, anzi Magistrati che hanno pagato con la vita per non venir meno ad un giuramento di fedeltà ed osservanza della Costituzione italiana e delle Leggi dello Stato. E, sì’ signor Silvio Berlusconi, loro fanno parte di quelle cose “vecchie” di cui lei vorrebbe non sentir parlare. Come non le va a genio sentir parlare di mafia (parole sue, ricorda?). Ma io come le ho già detto, urlo e denuncio la mafia e parlo di mafia, nelle scuole nei dibattici pubblici e in ogni luogo ove ne ho opportunità. Lo dico anche al suo segretario di partito e a tutti gli altri che vorrebbero il “mutismo coccolato” verso Cosa nostra, io ho ben donde di urlare. Ed è per questo che tanti come me, urlano resistenza, resistenza e resistenza!

Dell’Utri
è stato vittima di 19 anni di gogna? E perché non dice che anche il Popolo italiano per oltre 19 anni è stato tenuto in una fogna (ho scritto bene fogna e non gogna) stagnante di silenzio tipico di Cosa nostra, negando loro la verità su via D’Amelio e su tutte le tragi mafiose? Ora i giudici di Cassazione le vanno bene, non sono più comunisti?

Colgo l’occasione per invitare il signor segretario Alfano, di spiegare il ruolo dell’accusa e della difesa, soprattutto qual è la differenza tra requisitoria e arringa: sa, a seguito del processo Dell’Utri in Cassazione, mi è venuta un pò di confusione.

Oggi, c’è qualcuno che sta “orchestrando” per abolire o modificare quel che fu la creatura di Borsellino e Falcone, ovvero il concorso esterno alle associazioni mafiose, previsto dall’art. 110 (concorso) e 416/bis. Voglio ricordare, che a me interessa la sua abrogazione e che se deve essere modificato che si faccia ad una condizione che rimanga in vigore la norma con la quale si possa colpire quell’ignobile comportamento d’ individui che danno linfa e motivazione esistenziale alle mafie. I loschi personaggi, perché tali sono, che sino ad oggi si sono saziati di favori degli amici degli amici, devono sapere che saranno duramente colpiti. Non deve esserci spazio per questi mentecatti, traditori, vigliacchi e ben descritti dal mio corregionale Leonardo Sciascia nel “Giorno della Civetta”: beninteso esclusa la prima suddivisione dell’umanità. In buona sostanza coloro che per l’onore dei picciuli e di potere, sguazzano nella melma mafiosa, non devono avere cittadinanza nella società civile.

Guai se tutta questa “pupiata mediatica” avesse come obiettivo quello di salvare il sedere ad amici noti e meno noti.

E, quantunque, cari signori politici prima di apportare cambiamenti al concorso esterno, fate una visita alle tombe dei Magistrati in elenco e riflettete prima di prendere decisioni. Loro, non rifletterono non ne ebbero bisogno: furono consci che l’onore di servire il Paese era più importante degli interessi privati. Altro che alchimia politica.

Tuttavia, l’ho detto e lo ridico, a me non piace tutto questo revisionismo un giorno sì e l’altro pure delle norme antimafia. Perché a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino andava bene ed ora la norma la si vuole abolire o modificarla? Non è che l’applicazione del “ concorso esterno” ha dato o dia fastidio a qualcuno? Tanto per non fare dei nomi, ad esempio a Dell’Utri, all’ex ministro Romano o a quelli che potrebbero essere raggiunti dalle indagini in itinere, e segnatamente sulle “trattative” mafia/politica riferite alle stragi del 92/93?

Sono davvero preoccupato pensando che, oltre ai Magistrati uccisi, ci furono anche oltre 300 tra poliziotti, carabinieri, imprenditori e semplici cittadini, brutalmente assassinati dalle mafie. Sono in ansia perché rilevo che tutto questo sangue versato non è servito assolutamente a nulla. Tutto viene messo in discussione: l’istituto delle intercettazioni telefoniche, certificati antimafia, tagli economici e di personale alle strutture investigative. Sono in trepidante attesa che da un momento all’altro qualcuno dirà che il 41/bis è disumano e quindi deve essere alleggerito o abrogato. E, vedrete, spero di sbagliarmi, che l’iniziativa non sarà italiana, ma “partorita” dal Parlamento europeo e quindi l’Italia dovrà, giocoforza aderire (la solita manfrina).

Un ‘azione ferma, duratura, decisa e senza se e senza ma, contro le mafie e i loro favoreggiatori, no?

Be First to Comment

Lascia un commento