
18 novembre 2010 - Fedro mi meraviglio della tua meraviglia, quando ti poni la domanda: Dov’era la gente a Partinico? Se me l’avessi chiesto, ti avrei preventivato con largo anticipo l’assenza rumorosa dei cittadini di Partinico.
Ma guarda che è un problema che investe tutta la Sicilia. Siamo bravi a indignarci, siamo bravi a fare conferenze e dibattiti contro le mafie, siamo bravissimi ad ascoltare Saviano piuttosto che Travaglio, ma quando si tratta di alzare il sedere dalla sedia, ahimè, diventiamo pigri e moralmente silenti.
È da quando ho l’uso della ragione che convivo con questa anomalia siciliana. E, non posso non ricordare che, quando ho seppellito i miei colleghi trucidati da Cosa nostra, i miei cari concittadini palermitani, erano tutti in “vacanza”.
C’è voluto il Requiem di Falcone e Borsellino, per farli ritornare ad essere un popolo pensante. Eppure, oggi la maggior parte dei cittadini sono ritornati ad essere una massa incorporea con aspetti e similitudini al periodo ante stragi di Capaci e via D’Amelio.
Questa mia impietosa analisi trova fondamento, non solo dall’assenza di Partinico, ma più in generale nelle manifestazione di commemorazione nei confronti di tutte le vittime mafiosi.
Tuttavia, se non fosse per l’impegno solidale dei giovani del Popolo Viola o del Popolo delle Agende Rosse e di Salvatore Borsellino, avremmo un Paese smemorato. Grazie a loro, riusciamo a tenere viva la fiamma del ricordo dei nostri caduti e soprattutto imprimere una necessaria accelerazione all’accertamento della verità.
Purtroppo è da quando esiste la mafia in Sicilia che i cittadini, un po’ per pigrizia, un po’ perché sono abituati a delegare ed infine, diciamolo con franchezza, perché viene considerato un male “necessario” insito nel territorio, come a significare che nessun antidoto è capace di recidere il male.
È come se noi siciliani sentissimo l’impellente bisogno di aver un “potestà”, nel caso di specie il mafioso, che redime i contrasti e ci fa sentire protetti, specialmente quando possiamo fare ricorso alla benevolenza di amici degli amici.
E, che poi alla fine ci farà dire, in ordine alle uccisioni o danneggiamenti, come sta avvenendo a Partinico, sono “fatti loro”. Le stesse minacce rivolte a Pino Maniaci non scuotono le coscienze. Non si può stare sempre dietro ad una persiana e far finta che quello che succede al di là del nostro orticello, non ci interessa.
È questo l’errore di fondo commesso da tutti noi e l’assenza di partecipazione dei cittadini, rappresenta l’icona vincente della mafia.
Pippo Giordano

Be First to Comment