Io purtroppo non ci riesco, è più forte di me, la rabbia, la voglia di vendicare, le lacrime rivedendo le immagini delle stragi più dure da digerire per le persone oneste e “impegnate” della mia generazione.
Ho 31 anni, ai tempi 15, e sono cresciuto, per mia volontà prima di tutto, nel rispetto di istituzioni che sapevo essere e considero le piu importanti per la mia e altrui sicurezza, le forze dell’ordine, e quando 15 anni fa assassinarono suo fratello io provai rabbia e disperazione, la volontà di andarmene è sempre stata viva in me, perchè uno stato che non fa nulla per porre giustizia a questi martiri non può essere chiamato stato.
Io purtroppo non riesco a considerare vivo Paolo, Giovanni, le scorte, non riesco a lavarmi la cosicenza di fronte ad un simile scempio, semplicemente dicendo che sono vivi e si sentono.
No, lei meglio di chiunque altro, assieme alla famiglia di Paolo, sa e può ben esternare quanto la mancanza di suo fratello sia profonda e pesante, quanto sarebbe molto meglio che Paolo, Giovanni, e tutti gli altri fossero ancora tra noi.
Ci hanno lasciato un’eredità meravigliosa, ci hanno lasciato lacrime, piango al solo pensiero di loro due che, rinchiusi nel carcere dell’asinara, completano le loro requisitorie e le memorie del maxi processo, rinchiusi al posto dei malavitosi che stanno tentando di assicurare alla giustizia, rinchiusi mentre rinunciano al bene massimo che proprio loro stanno compiendo, quel bene che porterebbe prima di chiunque altro le loro famiglie a poterne godere, ossia una società pulita e onesta.
Loro hanno rinunciato a godersi tutto questo, e l’hanno fatto proprio perchè ne potessero godere tutti gli altri, accettando di rinunciare loro stessi a tutto quanto, alla loro libertà, ai loro momenti di intimità con le proprie famiglie, ai loro momenti di tranquillità, di divertimento, di passione, di riposo.
Quante volte suo Fratello, avrebbe avuto magari voglia di confidarsi e confrontarsi con Lei, Salvatore, e non l’ha potuto fare?
Quante volte ha dovuto affrontare questioni gigantesche senza poter godere del supporto morale di qualcuno che glie ne poteva dare, per non compromettere l’altrui sicurezza?
Le sicuramente ne avrà sofferto per questo, cosi come prima di lei la famiglia di Paolo.
Ora io provo tristezza e RABBIA, vorrei che Paolo e Giovanni e gli uomini e donne della scorta fossero qui a difenderci, ad essere da esempio per coloro i quali hanno preferito dimenticarsi di loro senza provare un minimo di gratitudine e di amore per quello che hanno dato e rappresentato, coloro i quali non provano sentimento alcuno per chi ha perso un padre, un marito, un fratello.
Io non ci credo piu che la gente se ne ricordi e li senta vicini, se fossero tra noi non si avrebbe uno sdoganamento quotidiano di valori morali ed etici alla base di ogni convivenza civile, non si noterebbe una massiccia levata di spalle come a dire “eh hanno toccato quelli sbagliati”.
Questo è quello che ormai buona parte della nostra gente crede e pensa.
Il quotidiano, il normale, il semplice, ad oggi, è intriso di compromessi e corruzione, e diventano normali e moralmente accettabili una serie di atteggiamenti e comportamenti, azioni e parole, che di civile e civico non hanno nulla.
Gli esempi di questi ultimi mesi, una intera casta politico-affaristica che non restituisce ai suoi elettori quanto dovrebbe, bensì ne espropria ogni valore, non ne tiene conto, e continua imperterrita sulla strada della menzogna e dell’affare privato e personale dei pochi che ne fanno parte, attacca e colpisce anche fisicamente chi tenta di riportare giustizia laddove non ve ne sia, e io non riesco a mentire a me stesso e alla mia famiglia, ai miei figli, dicendogli che un giorno tutto si sistemerà.
Non si sistemerà nulla se non lo vorremo con tutte le nostre forze, non migliorerà nulla se i detrattori del potere, auspicano loro stessi di poter esercitare lo stesso potere che tentano di combattere, non si uscirà mai dal circolo vizioso in cui siamo caduti se non si accetta di avere sbagliato e di sbagliare noi prima di chiunque altro.
Io proprio non ce la faccio a crescere i miei figli nell’illusione che due martiri bastino perchè il loro futuro sia roseo, gli insegnerò il perchè quanto accaduto sia sbagliato, gli insegnerò che il valore piu profondo espresso da Borsellino, Falcone, Chinnici, Cassarà, De Magistris, Caponnetto, e tutte le persone che purtroppo sono morte per poter esprimere questi valori, e quelle che fortunatamente sono ancora tra noi ad ESPRIMERLI, sarà la loro unica possibilità di vita serena e inoppugnabile, di LIBERTA’.
Gli mostrerò che non è quello che VEDONO la cosa importante, ma quello che faranno, e soprattutto COME lo faranno.
Tuo nipote Manfredi, è l’emblema di quello che vorrei insegnare ai miei figli, ha visto il savrificio di suo Padre per lo stato, e per questo stato che in cambio non ha dato nulla, sta ripercorrendo la stessa strada che suo padre gli indicò.
Vorrei solo che lo stato tornasse ad essere figurativo di tutta la gente, quella onesta, incontrovertibile, che non accetta il compromesso del male minore.
Io pretendo giustizia, ma non posso fare nulla per averla, se non piccole cose, se non continuare a pretenderne, se non insegnare a pretenderla, questo è l’insegnamento che ognuno di noi potrebbe dare, per cambiare veramente le cose.
Io chiedo giustizia a uno stato che non sta più nemmeno dando l’illusione di poterla dare, anzi, si fa detrattore di quanto accaduto a uomini che per lo stato hanno dato le loro intere esistenze, e stanno dando oggi le loro morti.
Ho bisogno di non arrendermi, Salvatore, come avrai potuto leggere sono pessimista, ma confido in un’inversione di tendenza non appena la nebbia scomparirà.
Ti prego di apporre un fiore da parte mia e di tutta la mia famiglia laddove ritieni opportuno farlo, per Paolo, per tutta la sua famiglia, alla quale gradirei arrivasse questa mia lettera di sfogo e dolore.
Considera questa lettera pubblica, e torno a pregarti di girarla alla tua famiglia e a quella di Paolo, a quella di Giovanni, e di tutte quelle persone che omesse, potrebbero essere in qualche modo state vicine a tutti loro.
Grazie di tutto, a Voi.
Una stretta di mano, e un abbraccio
Alberto Caserini

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