Caro Salvatore, non smetterò mai di combattere per vivere in un paese migliore, non controllato da chi da decenni mantiene le coscienze in stato vegetativo, forte della collaborazione di media, opinionisti, sedicenti “intellettuali”, vaticano e gentaglia simile. Non ha idea della rabbia che provo nel vedere ogni giorno questi piccoli “don Rodrigo” che banchettano sul corpo della nostra defunta democrazia per cui troppi uomini dello stato, come suo fratello Paolo e Giovanni Falcone, hanno dato la vita. Ogni giorno lo fanno con più arroganza. Ogni giorno si trattengono di meno nello sfregiarlo. Ogni giorno nei loro volti riconosco più a fatica l’immagine di uomini e vedo maggiormente qualcosa di terribilmente simile ai maiali di Orwell. Oggi in particolare penso si sia toccato un nuovo picco negativo (ma ormai se ne tocca uno quasi ogni giorno) e mi riferisco alla vicenda Englaro, all’incredibile presa di posizione di Berlusconi davanti al no di Napolitano alla firma del decreto:
fare una legge in tre giorni e poi cambiare la costituzione nella regolamentazione dell’uso dei decreti.
Ma dove siamo arrivati? Fino a dove si è spinta l’arroganza di questo potere?
E la gente? La gente dorme, la gente vede e ascolta la televisione. Prima di ogni altra cosa la gente ha perso il senso della verità. Per ogni verità detta ne viene propinata una uguale contraria fino al punto in cui non si è più liberi di dire che il cielo sia azzurro senza un contraddittorio che dica che in realtà è giallo. È incredibile quanta influenza possano avere persone che sono per noi dei perfetti estranei solo perché ci parlano da una scatola magica. A questo va aggiunta l’ignoranza diffusa, il nostro essere il popolo bigotto e opportunista per eccellenza. Quelli del “fai quello che vuoi ma non farti beccare”, del “finché la barca va..” e del “chi si fa i fatti suoi campa cent’anni”. La patria del bipensiero. È anche incredibile il constatare come veneriamo pappagallescamente santi, santini e martiri di cui magari non conosciamo nulla se non aneddoti di dubbia origine e dimentichiamo i NOSTRI martiri. So di darle un dolore con quello che le sto per dire: sa cosa mi sento dire quando parlo con molti miei coetanei di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, citandoli magari in un discorso? Mi sento rispondere:
“Chi? Mai sentiti…aspetta erano dei mafiosi o qualcosa del genere?”
Non do tanto la colpa a questi coetanei, che erano piccoli all’epoca dei due omicidi che tanto scossero l’opinione pubblica italiana (non abbastanza purtroppo), ma ai loro genitori, che evidentemente hanno dimenticato la cosa o l’hanno giudicata troppo poco importante per raccontarla e spiegarla ai loro figli. Forse è proprio questo il difetto peggiore di noi italiani: Dimentichiamo. Dimentichiamo troppo facilmente. Dimentichiamo tutto. Dimentichiamo sempre.
Contro ciò io voglio combattere, Salvatore, e per me è un onore avere Lei al mio fianco in questa battaglia. Potranno ucciderci in mille modi, ma noi non saremo mai morti dentro come lo sono loro. Non saremo mai quei teschi dal ghigno ridipinto che loro sono. Non lo saremo mai, almeno finché non ci arrenderemo, ricodando che
la libertà NON è schiavitù:
la guerra NON è pace;
l’ignoranza NON è forza.
Lo ricorderemo ogni giorno anche alla gente di questo sventurato paese e lo faremo raccontando loro chi erano Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Ambrosoli e tutte le persone che per quest’Italia hanno perso la vita e anche chi sono De Magistris, Clementina Forleo, Apicella, Genchi e tutti gli altri che il potere sta uccidendo oggi, giorno per giorno sotto i nostri occhi indifferenti.
Resistere, resistere, resistere!
fare una legge in tre giorni e poi cambiare la costituzione nella regolamentazione dell’uso dei decreti.
Ma dove siamo arrivati? Fino a dove si è spinta l’arroganza di questo potere?
E la gente? La gente dorme, la gente vede e ascolta la televisione. Prima di ogni altra cosa la gente ha perso il senso della verità. Per ogni verità detta ne viene propinata una uguale contraria fino al punto in cui non si è più liberi di dire che il cielo sia azzurro senza un contraddittorio che dica che in realtà è giallo. È incredibile quanta influenza possano avere persone che sono per noi dei perfetti estranei solo perché ci parlano da una scatola magica. A questo va aggiunta l’ignoranza diffusa, il nostro essere il popolo bigotto e opportunista per eccellenza. Quelli del “fai quello che vuoi ma non farti beccare”, del “finché la barca va..” e del “chi si fa i fatti suoi campa cent’anni”. La patria del bipensiero. È anche incredibile il constatare come veneriamo pappagallescamente santi, santini e martiri di cui magari non conosciamo nulla se non aneddoti di dubbia origine e dimentichiamo i NOSTRI martiri. So di darle un dolore con quello che le sto per dire: sa cosa mi sento dire quando parlo con molti miei coetanei di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, citandoli magari in un discorso? Mi sento rispondere:
“Chi? Mai sentiti…aspetta erano dei mafiosi o qualcosa del genere?”
Non do tanto la colpa a questi coetanei, che erano piccoli all’epoca dei due omicidi che tanto scossero l’opinione pubblica italiana (non abbastanza purtroppo), ma ai loro genitori, che evidentemente hanno dimenticato la cosa o l’hanno giudicata troppo poco importante per raccontarla e spiegarla ai loro figli. Forse è proprio questo il difetto peggiore di noi italiani: Dimentichiamo. Dimentichiamo troppo facilmente. Dimentichiamo tutto. Dimentichiamo sempre.
Contro ciò io voglio combattere, Salvatore, e per me è un onore avere Lei al mio fianco in questa battaglia. Potranno ucciderci in mille modi, ma noi non saremo mai morti dentro come lo sono loro. Non saremo mai quei teschi dal ghigno ridipinto che loro sono. Non lo saremo mai, almeno finché non ci arrenderemo, ricodando che
la libertà NON è schiavitù:
la guerra NON è pace;
l’ignoranza NON è forza.
Lo ricorderemo ogni giorno anche alla gente di questo sventurato paese e lo faremo raccontando loro chi erano Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Ambrosoli e tutte le persone che per quest’Italia hanno perso la vita e anche chi sono De Magistris, Clementina Forleo, Apicella, Genchi e tutti gli altri che il potere sta uccidendo oggi, giorno per giorno sotto i nostri occhi indifferenti.
Resistere, resistere, resistere!
Un abbraccio sincero,
Giovanni

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