Lettera aperta ai fiorenti del Vice Presidente portavoce dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli
Gentilissimi fiorentini,
Ieri in Palazzo Vecchio abbiamo presentato come Associazione insieme al Comune di Firenze, un libro veramente interessante : “Tre suicidi eccellenti – Gardini – Cagliari – Castellari”, di Mario Almerighi.
Ne abbiamo date in omaggio, affinché fosse letto, molte copie.
Castellari, Gardini e Cagliari, sono morti suicidi nell’anno della strage di via dei Georgofili, è chiaro che la strage che riguarda tutta Firenze e l’Italia intera è avvenuta in quel contesto storico di tangentopoli, in cui sono maturati delitti incredibili, e avevamo pensato che l’analisi di quel particolare stralcio di tempo, interessasse alla città, ai giovani soprattutto.
Non è così. Non solo non interessa il contesto storico dove è avvenuto il massacro di Firenze, non interessa proprio nulla.
Abbiamo fatto un battage incredibile per questo evento, attraverso i media, e dobbiamo dire che le agenzie hanno passato il messaggio due giorni di fila, sul web l’informativa è passata ovunque, ma alla presentazione c’erano cinquanta persone le ho contate.
Ebbene abbiamo pensato a questo punto di tentare il tutto per tutto e scrivere a quanti pensano di essere attivi e di darsi un gran da fare per cambiare qualcosa, per evitare altre stragi che incombono e invece non fanno proprio nulla.
Prima di tutto diciamo perché, secondo noi, non si fa un bel nulla. Perché ognuno è arroccato sulle proprie convinzioni e pensa all’orto di casa sua, quindi nulla fa e non si muove se non ha tornaconti di ogni tipo. Non li stò ad elencare i tornaconti, li conosciamo bene tutti.
Veniamo, quindi, alla Scuola, prima responsabile di un cambiamento radicale della nostra Società.
In apparenza sembra aperta a tutti ma in realtà, quando si parla di stragi, è aperta solo a forti organizzazioni che hanno interesse a spacciarsi per esperti anche sulla strage di via dei Georgofili e nulla sanno se non quello letto dai giornali, e troppo spesso a quelli che disinformano.
Noi da anni proviamo a farci aprire le porte delle scuole di Firenze e dintorni ma tranne pochi istituti, che hanno dimostrato grande sensibilità, il resto è il deserto dei tartari.
Passiamo ora, in senso più ampio, ai giovani ai quali della strage di via dei Georgofili non gliene può fregare di meno. Quelli che, se domani avvenisse un’altra strage, saranno pronti tutto al più a fare foto con i telefonini.
I giovani, gli universitari soprattutto, reagiscono così: se fai una presentazione di libro o qualunque altra cosa in sede istituzionale si fanno venire il prurito e non vengono, se la fai in libreria hanno altri impegni.
Poi c’è la gente, i fiorentini!
Troppo impegnati a criticare tutto, a sancire il proprio dogma sulla strage avvenuta in casa loro, che non è certo quello di ascoltare chi la strage l’ha vissuta, e quindi impegnati semmai ad aspettare la prossima strage con passività e fatalismo.
Ci sono anche le Istituzioni politicizzate!
Si muovono solo, se non in forma di convenienza, quando gli hai riempito le sale o le piazze. Allora vengono fuori come le lumache, se non altro per evitare che possa nascere qualcosa di nuovo.
E poi non andiamo certo dimenticati noi.
Noi, sì, quelli che abbiamo vissuto la strage. Tolti i soliti affezionati, quelli che la strage l’hanno sentita davvero, gli altri ascoltano solo una campana, quella dei risarcimenti.
L’Associazione ha da dare una notizia sulle nuove norme risarcitorie o su qualche processo civile? Allora vengono eccome, il resto non interessa. Spesso non vogliono compromettersi. Questo Paese, questa città di Firenze, noi cittadini tutti, non diamoci arie di non volere più stragi. Non ce ne importa nulla, tanto le stragi colpiranno gli altri, non noi.
Insomma, a meno che qualcuno non infili truppe “cammellate” in corriera, in treno e quant’altro, e porti la gente là dove vuole, nessuno si muove. Tutti troppo passivi, tutti troppo impegnati.
La prossima strage per favore, fiorentini, risparmiatevi l’indignazione delle prime ore, quella che in fondo altro non è se non l’apparire in prima fila e intanto pensare a me anche stavolta non è toccata.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli (23 gennaio 2010)
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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