ora che si sono accesi i riflettori sulla triste ed annosa vicenda dell’immobile di via Roma, sede attuale del Commissariato di Pubblica Sicurezza, si impongono due precisazioni.
La prima, non già di sfratto per morosità si tratta, non essendo stato mai stipulato un vero e proprio contratto di locazione tra la società proprietaria dell’immobile e l’Ufficio Territoriale del Governo (Prefettura), bensì di re-immissione in possesso del bene da parte della proprietà in virtù di un titolo esecutivo conseguente all’occupazione sine titulo seguita a due requisizioni temporanee non rinnovate.
La seconda precisazione che mi preme fare e che mi sta più a cuore come Dirigente di questo Ufficio e cittadino adottivo di uno dei centri più belli e ricchi di storia della nostra isola, è di escludere nella maniera più assoluta la paventata soppressione del Commissariato di Polizia.
L’ufficio che mi onoro di dirigere costituisce infatti, sin dalla sua nascita, un presidio territoriale fondamentale ed irrinunciabile per questa comunità, come lo sono la Compagnia dei Carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza, il Comando della Polizia Municipale e l’Ufficio Locale Marittimo, ciascuno con le proprie competenze specifiche.
Gli indubbi problemi che attualmente concernono la sede e quindi l’ubicazione del Commissariato, com’è noto comuni anche ad altre Forze dell’Ordine, se da un lato è giusto che emergano e siano portati all’attenzione dell’opinione pubblica, dall’altro non influiscono in alcun modo sull’ “esistenza in vita” dell’ufficio, che continua e continuerà sempre con il consueto impegno e dedizione ad assolvere tutti i compiti istituzionali che gli sono demandati, primo fra tutti la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.
Fin quando sarò preposto al comando di questo valoroso gruppo di uomini della cui preziosa collaborazione mi avvalgo quotidianamente, mi sento di potere garantire che non vi saranno mai problemi di sedi o accasermamento che potranno condizionare, rallentare o compromettere l’attività del Commissariato.
L’occasione mi è gradita per porgere a tutta la cittadinanza cefaludese e del comprensorio madonita i miei più sinceri e sentiti Auguri di un felice anno nuovo.
Dott. Manfredi BORSELLINO
Dirigente del Commissariato di Cefalù
Sfrattato il commissariato di Manfredi Borsellino
La protesta del figlio del giudice antimafia: non ce ne andremo finché non ci daranno una sede adeguata.
Il contenzioso tra il ministero dell’Interno e la proprietà dell’ex albergo, ex sede del consultorio Asl alle porte di Cefalù, dove da sei anni si trova il Commissariato di Polizia diretto da Manfredi Borsellino, si è risolto con lo sfratto ordinato dal giudice. Più che di morosità si tratta in realtà di mancanza di contratto tra le parti come impone il diritto privato, prassi abbastanza frequente tra amministrazioni pubbliche che fanno la voce grossa e soggetti privati che accettano loro malgrado finché non decidono di rivolgersi al giudice che ordina lo sfratto. Esattamente come è accaduto per il Commissariato di Cefalù. Ma al di là delle vicende burocratiche, sul terreno resta il rischio non remoto che lo Stato, soprattutto in Sicilia, non dia un bell’esempio di rispetto di legalità. Ed è per questo che il Commissario Manfredi Borsellino, quando la notizia è iniziata a circolare, ha deciso di prendere carta e penna e di rivolgersi direttamente ai cittadini per escludere in qualità di Dirigente dell’Ufficio, ma anche come “cittadino adottivo di uno dei centri più belli e ricchi di storia della nostra isola” la “paventata soppressione del Commissariato di Polizia” in quanto l’Ufficio “che costituisce un presidio territoriale fondamentale ed irrinunciabile per questa comunità continuerà sempre con il consueto impegno e dedizione ad assolvere tutti i compiti istituzionali che gli sono demandati”. E dopo gli auguri di buon anno quella firma, Manfredi Borsellino, sentita come una garanzia di affidabilità. “Noi non ce ne andremo da qui finché non sarà trovata una sede idonea” spiega Manfredi Borsellino, che da quando nell’aprile del 2009 è arrivato a Cefalù ha instaurato con la cittadinanza un intenso rapporto di fiducia scaturito dall’azione di contrasto all’abusivismo edilizio e alla tutela del paesaggio in una zona particolarmente ricca di bellezze naturali e architettoniche vittima della barbarie del mercato del mattone. E l’azione repressiva accompagnata ad un’azione educativa sta dando molti frutti: “Sento una condivisione autentica all’attività che svolgiamo. Ricevo lettere struggenti di ringraziamento dai cittadini” racconta il commissario Borsellino che, da quando nel 2000 è entrato in Polizia, per la prima volta parla del suo lavoro rivendicando di essere riuscito a farlo senza scorciatoie, semmai dovendo percorrere qualche strada in salita per via del cognome che porta “di certo il cognome aggiunge valore a ciò che faccio e questo è ragione di orgoglio seppure io, diversamente da papà, sia una persona normale che ama servire la società e le istituzioni nello stesso modo in cui le ha servite lui pur non essendo niente rispetto a lui. Papà era un grande uomo che riusciva a servire lo Stato senza risparmiarsi, ad occuparsi della famiglia e dell’educazione dei figli con la stessa intensità”. Manfredi al primo posto ha messo la famiglia, sta aspettando il terzo figlio, e una vita lontano dai riflettori immersa nell’umanità sofferente, problematica, bisognosa di riferimenti. Pagando il suo attaccamento alla Sicilia molto caro: non potersi mai occupare di indagini di mafia, un compito, ritenuto, per ovvie ragioni molto pericoloso. Ma la sua terra non la lascerebbe per nessuna ragione, dunque, cerca di cambiarla così: “Sono arrivato a fare ciò che amavo senza l’aiuto di nessuno, non mi ha mai regalato niente nessuno. Ce lo diceva sempre nostro padre: non chiedete nulla che non è dovuto, che non potete conquistare con le vostre forze per non mettervi nelle condizioni di dover dire grazie”. E aggiunge: “Non sempre il cognome che porti ti apre le porte ed è bene che sia così”. Soprattutto in un Paese in cui essere “figlio di” è spesso il solo necessario biglietto da visita.
s.a. (2 gennaio 2010, tratto da Il Fatto Quotidiano)

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