di Simone Ferrali – 8 aprile 2013
Gentile Dottor Di Matteo,
sono uno studente, blogger ed aspirante giornalista professionista, nato nel 1992, pochi mesi prima di quelle maledette stragi politico-mafiose, che ci privarono di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Le scrivo questa lettera aperta, a seguito delle minacce da Lei ricevute, per esprimerLe la mia solidarietà. Quella solidarietà che non Le hanno rivolto alcuni che stanno dentro le Istituzioni, troppo impegnati a spartirsi cariche e poltrone, secondo un redivivo (o mai morto) Manuale Cencelli.
Ho sperato per qualche istante che il presidente della Repubblica, il vicepresidente del Csm, il Procuratore generale della Corte di Cassazione (quello che ha promosso un discutibilissimo procedimento disciplinare nei Suoi confronti), il ministro della Giustizia (colei che ha plaudito alla mossa del Pg), il presidente dell’Anm e i presidenti delle Camere (specie quello del Senato), spendessero qualche parola in Sua difesa, sapendo però che ciò non sarebbe avvenuto. D’altra parte, Lei é un magistrato tutto di un pezzo, quindi non merita l’attenzione delle altissime cariche dello Stato…
Negli scorsi mesi è stato detto che “la magistratura non ha bisogno del consenso popolare“, ma, in un certo senso, nel nostro Paese, ai giudici non è rimasto altro che il “consenso popolare” di quell’Italia Pulita, Onesta, non ricattabile, che è sempre in grado di scegliere da che parte stare tra le guardie e i ladri.
Noi sappiamo che Voi, Servitori dello Stato di oggi, siete i degnissimi eredi di Rocco Chinnici, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e tutti gli altri Eroi uccisi dalle cosche mafiose. Anche questi eroi furono isolati, attaccati, insultati, e, solo una volta morti ammazzati, rivalutati e continuamente richiamati come esempio di Imparzialità, Terzietà e Competenza, per dimostrare che chi combatte il malaffare oggi é peggiore di chi lo combatteva ieri.
L’Italia che ama “il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso” ha scelto da tempo da che parte stare: dalla Vostra. Dalla parte dei magistrati con la schiena dritta. Dalla parte delle guardie. Dalla parte di chi rischia la vita, ma non si ferma davanti a niente e nessuno. Dalla parte di chi porta alla sbarra mafiosi e politici collusi con le organizzazioni criminali. Dalla parte di quei pm che respingono l’undicesimo comandamento, principio cardine che accomuna Prima e Seconda Repubblica: “Non disturbare il manovratore“.
Ripeto, noi abbiamo scelto chi sostenere, non abbiamo mai avuto dubbi. Adesso é arrivato il momento che anche chi finora é rimasto in silenzio ci dica da che parte sta. Se i finti muti continuassero a tacere, potrebbe venirci il dubbio che, oltre ad essere ignavi, questi signori stiano anche dalla parte di “Matteo” e dei “suoi amici romani“…
Grazie Dottor Di Matteo per tutto quello che ha fatto, fa e farà per noi!
Con stima profonda,
Simone Ferrali
simone.ferrali@gmail.com
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