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Lettera a Paolo

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Carissimo Paolo,

 

Mi chiamo Oreste ed ho 16 anni. Mentre il tuo corpo ridotto a brandelli giaceva sul terreno di Via D’ Amelio, in quella tarda estate del ’92, io ancora non ero nato, venni al mondo 60 giorni dopo.
Ho imparato a conoscerti vedendo la tv, navigando su internet e mi colpì molto quell’ immagine di quella strada sventrata che risultava essere Via D’ Amelio, lì fui tentato dalla curiosità e cercai informazioni per vedere chi era stato a elaborare tale cosa.
Capii, era la mafia. Ma crescendo si imparano cose nuove e si comincia a capire meglio, in tv ormai non si ricordano più di te, di Giovanni e di tanti altri come voi che volevano regalarci un Italia libera e pulita, oggi probabilmente verreste chiamati sognatori.

Per fortuna su internet sei sempre presente, grazie anche a tuo fratello Salvatore, e da lì ho imparato veramente a capire chi sei, qual’ era il tuo sogno, quali fossero le tue passioni, da lì cominciai a volerti bene.
Ma lì ho scoperto anche chi non ti voleva bene e che decise che era giunta la tua ora, chi decretò la tua morte era una parte dello Stato, proprio quello Stato che servivi con devozione, proprio quello Stato al quale hai dato la tua vita.
Ogni volta che apro il mio computer e vedo la tua foto con Giovanni che siete sorridenti, non posso non pensare che siete morti per me e per altri come me e che nei vostri confronti abbiamo un debito enorme. Io avevo pur scelto quello che volevo fare nella mia vita, ma sono tornato indietro, ho deciso di percorrere la tua strada e quella di Giovanni; so che sarà dura, ma la rabbia che ho dentro, l’ immagine che ho di quella strada sventrata farà si che sarà tutto più facile.
Si Paolo, ho deciso che voglio fare il magistrato come te, per seguire il tuo sogno e portarlo avanti, per far si che tu e Giovanni da lassù possiate sorridere di nuovo. Dicesti in una lettera che noi che siamo la nuova generazione avremmo avuto più forza di reagire, molti di noi stanno reagendo ma gli altri ci contrastano, altri non vogliono sentire certe cose, preferiscono voltare la testa e far finta di niente, ma non sanno che così uccidono nuovamente te e Giovanni !
sono sicuro che questa lettera ti arriverà perché parte dal mio cuore e stanne certo che di te non potremmo mai dimenticarci, tu hai rappresentato un qualcosa di vero, tu ci hai indicato una strada ed è giunta ora che su quella strada ci camminiamo tutti.
Questa lettera vorrei consegnartela di persona, ma ora sei è troppo lontano e non posso raggiungerti, forse chissà un giorno ci incontreremo e magari potremmo sorridere in tanti con te. Il tuo corpo ha cessato di vivere ma non la tua anima, essa risiede nella tua famiglia e nel cuore di molti di noi, a coloro che ci insultano noi gridiamo giustizia, a coloro che ci minacciano noi gridiamo giustizia, loro che ci ostacolano hanno paura di noi, perché gridiamo giustizia! Sono sicuro che a questa lettera non mi risponderai caro Paolo, ma non importa. Vorrei abbracciarti Paolo ma non posso, vorrei dirti che siamo con te e che te lo dimostreremo, vorrei dirti tante cose Paolo, vorrei…. Ti voglio bene Paolo.

 

Con affetto

Oreste

 

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