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L’eccellente lavoro di Gratteri e le intercettazioni minacciose

1 Giugno 2019

Dalle intercettazioni dell’operazione Malaspina oltre che la preoccupazione per le minacce al Dottor Gratteri emergono alcuni dati importanti.

Il lavoro della Dda di Catanzaro spaventa le cosche. Alcuni degli indagati infatti sono stati captati mente commentavano l’arrivo di nuovi magistrati presso il distretto della Dda di Catanzaro: “…hai capito qual è il discorso mo? Che so arrivati cinque giudici, so bastardi veramente”. Cinque giovani magistrati che “Sono peggio di lui che vogliono carriera”.

Il Dottor Gratteri sta facendo un lavoro ottimo. 

Particolarmente significativa è la conversazione intercettata tra Remo Mannolo, Franco Falcone, Gaetano Crivaro (quest’ultimo dal fermo non risulta indagato) veniva discusso l’operato della magistratura e nello specifico la direzione del procuratore capo Nicola Gratteri apostrofato – come si legge dall’ordinanza – con locuzioni ingiuriose («questo è un figlio di puttana»), responsabile dell’incisiva azione giudiziaria. Remo Mannolo, riportava ai colloquianti, con sarcasmo, le parole di Gratteri, il quale, aveva sostenuto sui media che la «sfida era appena iniziata».

Il paragone con Falcone e il desiderio che faccia la stessa fine.

Nel corso della conversazione la figura Gratteri veniva accostata a quella di Giovanni Falcone, definendolo «morto che cammina», ossia un uomo consapevole dei pericoli insiti nella propria attività. Quindi proseguivano la conversazione, paragonando il procuratore di Catanzaro a Falcone, quest’ultimo colpito per avere «superato il limite». «Però te la posso dire una cosa. Io sono convinto che lui ne fa arrestare di cristiani però nella mente sua .. . (ride). guaglio uno di questi… uno… na botta… uno di questi è ad alto rischio ogni secondo!! un morto che cammina!!! ma lui lo ha detto. pare che non lo ha detto!!io lo so che cammino con la morte sempre sulle spalle! eh… Falcone come è stato. quando ha superato il limite !! se lo sono cacciato!!!». La parte finale della conversazione riguardava il luogo di domicilio del Procuratore celato per ovvi motivi di segretezza. «Ma questo dove abita…? a Catanzaro?». «Ma questo ha tutti posti segreti. cosi!!». «Vabbè volendo. lo scoprono!!».

L’importanza dei collaboratori di giustizia

Dalle intercettazioni si evince il timore che deriva dai collaboratori di giustizia la cui scelta viene definita “vergognosa”. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, decisive sarebbero state infatti le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e, in particolare, di Giuseppe Cavallaro, Antonio Sesisto, Luigi Bonaventura, Angelo Cortese, Giuseppe Liperoti, Vincenzo Marino, Tommaso Mazza, Francesco Oliverio e Gennaro Pullice.

Spiccano alla nostra attenzione, fra questi, i nomi di Luigi Bonaventura e Vincenzo Marino, perché entrambi (il secondo tramite la moglie, essendo detenuto) hanno denunciato come non si sentano protetti dallo Stato e abbandonati, a se stessi, insieme alle loro famiglie, fra mille difficoltà e molteplici rischi.

Il Movimento delle Agende Rosse nell’esprimere solidarietà e vicinanza al Dottor Gratteri e alla Dda di Catanzaro, invita gli stessi a continuare l’eccellente lavoro sin qui svolto confermando loro che la società civile non permetterà che vengano isolati come avvenne col dottor Giovanni Falcone. 

Nuovamente poi, ci chiediamo se l’importantissima gestione dei collaboratori di giustizia debba essere coordinata dal senatore Luigi Gaetti con le ombre che accompagnano il suo operato e dall’ex capocentro del sisde di Messina vicino a Contrada negli anni delle stragi e dei depistaggi. 

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