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Le Agende Rosse di Cosenza ricordano Paolo Borsellino e la sua scorta

Cosenza. C’è un cerchio sottilissimo chiamato vita che è costituito da un insieme di persone, ed ogni persona ha una personalità diversa dall’altra, ogni singola persona ha una propria storia e queste storie il 9 luglio 2010 si sono strette in un unico abbraccio per Paolo Borsellino e la sua scorta uccisi barbaramente da criminali senza scrupoli. I ragazzi delle Agende Rosse preparavano il gazebo, mentre altri scrivevano su un bianco lenzuolo “ VERITA’ PER PAOLO BORSELLINO” tutto è stato organizzato davanti agli occhi dei passanti.
La gente confluiva verso di noi pian piano con domande, curiosi di sapere cosa stava accadendo, anche per prendere solo un volantino, mentre la canzone di Antonio Di Carlo dedicato alle AGENDE ROSSE procedeva senza interruzione, c’era un’atmosfera particolare che ancora oggi risentiamo dentro di noi. Quando abbiamo iniziato non c’era molta gente, ma ogni singola persona che era lì faceva eco a quel sentimento con cui abbiamo pensato questa iniziativa: un sentimento di unione che mirava non solo a ricordare Paolo e la sua scorta, ma per far capire cosa significa per noi appartenere a questo movimento, cosa significa il messaggio che Paolo Borsellino ci ha lasciato “Possono uccidere il mio corpo fisico e di questo ne sono cosciente. Ma sono ancora più cosciente che non potranno uccidere le mie idee e tutto ciò in cui credo”.
Le idee di Paolo Borsellino erano vive, formando quel cerchio attorno a noi.

Dopo una breve, ma intensa, ricostruzione della vita di Paolo Borsellino, fino alla sua morte, Francesco Bruno, ricorda anche quando Salvatore Borsellino decide di rompere il silenzio dopo tanti anni per chiedere GIUSTIZIA E VERITA’ per suo fratello, formando poi il movimento AGENDE ROSSE, di cui facciamo orgogliosamente parte. Abbiamo letto il libro “Paolo Borsellino e l’agenda rossa”. La gente ascoltava, seguiva con il libro in mano, chi in piedi, chi seduti ad una panchina, ogni singola frase era un’immagine, una vita che scorreva, c’era una presenza forte di Paolo intorno a noi e dentro di noi. È stato un ripercorrere quei giorni dell’anno 1992, anno in cui va in scena la vergognosa, ignobile spietatezza dell’essere umano, l’anno in cui Maggio e Luglio saranno sempre ricordati come mesi di STRAGI DI STATO e ancora oggi NON C’E’ UNA GIUSTIZIA.
Quando i ragazzi terminano la lettura, invitiamo le persone ad intervenire, gente comune, quella società civile che crede ancora nel cambiamento, nella legalità, ragazzi come Marco Linori che ci ricorda “ che bisogna eliminare la melma nelle Istituzioni, loro non molleranno mai… NOI NEPPURE”.
Una signora di Milano dice “ è bello vedere tanti giovani che credono ancora nei veri ideali e ricordare Paolo Borsellino vi fa onore, non mollate”.
Forte ed emozionante la testimonianza di un ex poliziotto che fece servizio il giorno dopo la strage di Via D’Amelio, racconta ”avevo 21 anni quando mi trovavo a Palermo a fare servizio, quando andai sul luogo della strage, ciò che ho visto mi ha segnato solo per un motivo: la crudeltà di questi criminali, bestie feroci e le Istituzioni furono inermi. Via D’Amelio era uno scenario di guerra, non c’era un affisso intero. E non posso non ricordare Emanuela Loi, mia collega. Non è vero che a Palermo sono omertosi, se c’è un risveglio, se la magistratura sta andando avanti è anche grazie alla cittadinanza, è importante L’UNIONE DELLA COLLETTIVITA’ , è un esempio siete voi AGENDE ROSSE, MI SENTO UNO DI VOI.”

Eravamo tutti un’unica persona ieri, eravamo in quelle idee di Paolo Borsellino, nel ringraziare le persone che erano lì, vogliamo ringraziare Salvatore Borsellino per aver emanato quel fresco profumo di libertà, per credere in noi giovani, non molleremo Salvatore perché anche noi cerchiamo GIUSTIZIA E VERITà PER TUO FRATELLO, E TI SAREMO ACCANTO FINO A QUANDO I COLPEVOLI NON USCIRANNO FUORI, perché PAOLO con noi cammina, oggi attraverso di noi PAOLO parla, oggi con noi PAOLO VIVE, abbiamo bisogno che questa società cambi e che le parole, la missione umana di tuo fratello non siano vane.
CI VEDIAMO A PALERMO PER STRINGERCI INTORNO AI MAGISTRATI CHE STANNO FACENDO LUCE SU QUELLE STRAGI, CI VEDIAMO A PALERMO PER GRIDARE ANCORA UNA VOLTA “ VOGLIAMO L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO” VOGLIAMO UNO STATO LIBERO DALLA CORRUZIONE, DALLA MAFIA E FAR SENTIRE CHE NON MOLLEREMO MAI!!

Agende Rosse Cosenza


Cosenza, 9 luglio 2010: le Agende Rosse ricordano Paolo Borsellino e la sua scorta

 


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