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L’Agonia di un Popolo

Il destino, il Popolo se lo sceglie nel momento intimo ed unico in quell’angusto spazio della cabina elettorale: esprimere la volontà in una scheda che di proposito è resa indecifrabile per confondere il cittadino, è democrazia pura. Il voto rappresenta il magico momento di un possibile cambiamento. Invero, gli eletti fanno di tutto per non cambiare assolutamente nulla, in ossequio al filosofico pensiero di Tomasi di Lampedusa.

Sovente mi chiedo, perché l’Italia non può essere un Paese normale. Quali colpe dobbiamo ancora espiare per sentirci cittadini liberi di poter eleggere il candidato che preferiamo?

Ed invece, il Popolo è costretto a ratificare con gesto notarile le decisioni prese nelle Sacrestie dei Partiti o nelle stanze frequentate da escort e per di più l’elettore è costretto a scegliere persino il megalomane di turno.
Oggi viviamo nell’oblio mediatico illudendoci di contribuire alla crescita di questa società e non ci accorgiamo o facciamo finta di non accorgerci che in realtà la nostra condizione di uomini sta lentamente scivolando nel baratro degli inferi. L’agonia, sì! L’agonia del Popolo italiano è sotto gli occhi di tutti e che “Lentamente Muore” come recita la poesia di Pablo Neruda è maledettamente attuale.
Ma io non voglio morire, voglio dare a nostri figli e ai nostri nipoti una società equa, una società fondata sul principio di uguaglianza tra i popoli: vorrei lasciare in eredità uno scrigno colmo di onestà e legalità.
Io, sogno un Paese, dove la classe politica edita leggi per soddisfare le esigenze del Popolo e non editare provvedimenti a favore di una casta e ancor peggio verso il singolo personaggio. Sogno un Paese, dove la legalità sia il faro di tutti i comportamenti sia del privato cittadino che del pubblico amministratore.
Sogno un Paese libero da condizionamenti mafiosi, sogno di poter incontrare i Pubblici Ministeri impegnati nella lotta alla mafia, mentre passeggiano il libertà senza avere la zavorra delle scorte: liberi di godere insieme ai propri cari dei primi raggi di sole primaverile o inebriarsi della brezza mattutina.
Non voglio rivivere quei tragici momenti ove non potevo nemmeno assaporare la libertà di prendere un gelato con la mia famiglia, perché qualcuno così aveva deciso. E, per poter assaporare il profumo di libertà, fui costretto a farlo oltreoceano, allorquando passeggiai serenamente per le vie di Manhattan insieme al procuratore Patrick J. Fitzgerald, titolare delle investigazioni sui fratelli Gambino, capi dell’omonima famiglia newyorchese.

Vorrei invitare i detrattori e i facili censori dei PM a trascorrere un breve periodo insieme a loro, affinchè si rendano conto delle condizioni proibitive di vivibilità che ogni giorno sono costretti a subire: altro che persone in cerca di gloria! Conosco numerosi PM e ne ho conosciuto altri che prematuramente ci hanno lasciato, Chinnici, Falcone e Borsellino e posso affermare, senza timore d’esser smentito, che l’unico obiettivo era ed è l’applicazione della Legge.
E’, perfettamente inutile attribuire a loro il fumus persecutionis nei confronti dei politici e di Silvio Berlusconi: queste accuse sono la manipolazione mediatica e la spaventosa bugia propinata al Popolo italiano per raggiungere l’infame fine di non farsi giudicare. Ma, nessun Lodo di furbizia italica potrà mai cancellare le responsabilità di questo o quel politico, anche quelle di Silvio Berlusconi, ammesso che ne abbia.

Sogno, in un giorno non tanto lontano, poter leggere l’Agenda Rossa di Paolo Borsellino per poter guardare negli occhi lo “sciacallo” che l’ha rubata e chiedere perché, l’hai fatto?
Sogno, un Paese normale ove i precari, i cassaintegrati, i disoccupati i nostri giovani, non siano costretti a vivere il dramma del presente e del futuro. Troppe, troppe vite spezzate dall’incertezza del domani.
Sembriamo un Popolo agonizzante senza mire e riferimenti ideologici e che attraverso la sovraesposizione mediatica ci cibiamo morbosamente del martirio della quindicenne Sarah o diventiamo “guardoni” nel programma più insulso mai partorito da una mente umana: il Grande Fratello.
E, il mio non è più un sogno, è la constatazione di una amara presa di coscienza, ossia che l’agonia non è altro che un preciso disegno scientemente voluto da chi in questo momento è al potere. L’agonia, viene anche aggravata da una ben precisa volontà di censura di talune manifestazioni di libertà del pensiero: cito per tutti Annozero.

La summa d’interessi personali, la negazione del potere Giudiziario, che si è permesso di compiere il delitto di lesa maestà nei confronti di Berlusconi, pone quest’ultimo come uno dei fautori dell’agonia di questo Paese.
Ma, l’opposizione non può chiamarsi fuori. Precise responsabilità gravano nei confronti dei leaders: hanno consentito l’acuirsi di un cannibalismo politico fatto da scelte opinabili e intrise da miopia culturale, delegando Berlusconi di divenire “padrone” di un Popolo e che ahimè sta rendendo agonizzante.
Intellegenti pauca.

Pippo Giordano

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