Quando sono nata c’era già Berlusconi e ne ho viste davvero di tutti i colori, dalla depenalizzazione dei reati commessi da lui, al lodo Alfano per impedire i suoi processi, ma non avrei mai immaginato qualcosa come la riforma della giustizia varata il 10 marzo dal Consiglio dei ministri. Se questa riforma venisse approvata, cosa alquanto improbabile, la democrazia sarebbe in pericolo perché non esisterebbe più un potere giudiziario autonomo ed indipendente dall’influenza della politica.
Le vittime di errori giudiziari tra l’altro vengono già risarcite dallo Stato (poi lo Stato puo’ rivalersi sul magistrato in caso di dolo o colpa grave) ed è giusto così perché, a differenza di quello che vanno blaterando Alfano e Berlusconi, il pm non è l’avvocato dell’accusa, ma il rappresentante dello Stato in giudizio (infatti il pm può anche chiedere l’assoluzione dell’imputato).
L’inappellabilità delle sentenze di assoluzione, invece, comporta la disparità tra accusa e difesa. Dopo tante puntate nei salotti della politica a raccontare balle sulle minori prerogative della difesa rispetto all’accusa, hanno trovato il modo per farlo davvero, ma naturalmente a parti invertite. Se l’imputato viene condannato, può ricorrere in appello e in Cassazione, della serie “ritenta sarai più fortunato”. Se l’imputato viene assolto, invece, il pm non può fare appello e la sentenza definitiva è quella di assoluzione. Alla faccia della “parità delle armi” e in barba all’articolo 111 della Costituzione che stabilisce, appunto, la parità delle parti a livello processuale.
L’unico lato “positivo” è che la riforma è talmente allucinante da poter confidare in un’immediata pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale per la parte possibile e nel referendum per la parte che riguarda la riforma “costituzionale”.
Berlusconi ha detto che con questa riforma Mani pulite non ci sarebbe stata, ma inavvertitamente si è dimenticato di spiegare la motivazione. Non ci sarebbero stati i ladri o sarebbero rimasti impuniti?
Martina Di Gianfelice
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/la-riforma-dellingiustizia/96623/

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